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Mercati in crisi: tassi in Europa al rialzo, private credit in rosso, petrolio pazzo e Bitcoin che tiene

Un ombrello per proteggersi c'è? Il dollaro è uno di questi, Bitcoin non sfigura. Analisi di due settimane di follia.
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Trovare rifugio durante una tempesta non è facile. Da un lato tutti si dirigono verso certi asset, dall’altro lo fanno in modo scomposto, contribuendo a prezzi sballati almeno sul breve periodo. Con la guerra in Iran che ha ormai tredici giorni alle spalle, possiamo però trarre qualche prima conclusione. Come si sono comportati i safe haven, gli asset che secondo i luoghi comuni economici avrebbero il ruolo di porto sicuro mentre tutto va a rotoli?

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Il primo stupore arriva dal mercato crypto: Bitcoin ha tenuto e anzi ha aumentato la propria valutazione. La seconda, per i meno informati, arriva da una difficoltà importante per l’euro, nonostante i mercati ormai prezzino un certo rialzo dei tassi entro fine 2026.

Cosa sta succedendo sui mercati, spiegato semplice

Non ci dilungheremo eccessivamente su ciò che è accaduto in questi tredici giorni. Il conflitto tra USA/Israele e Iran ha creato problemi al petrolio, dato che ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz, dove avviene il transito di circa il 20% del greggio mondiale. Tra rassicurazioni poi smentite e mercati ottimisti, il prezzo ha avuto degli swing molto importanti, qui nel grafico in rapporto a Bitcoin.

Scatter a 30 giorni – i punti fuori dalla “nuvola” segnalano movimenti molto particolari del WTI nel giro di un’ora

In aggiunta, arriviamo da un periodo di forti preoccupazioni sull’AI, principalmente per le società di software e a cascata per i fondi di private credit.

Date queste due circostanze, abbiamo assistito a:

  • Una corsa verso il cash, in particolare verso il cash più sicuro di tutti, il dollaro USA. Dai 95,5 di inizio conflitto, l’indice DXY è arrivato a lambire i 100. È l’indice che confronta la forza del dollaro contro le principali valute globali.
DXY conferma: il dollaro safe haven per eccellenza
  • Andamento altalenante equity, ovvero del settore azionario. Anche qui l’Europa ha sofferto mediamente di più, senza tenere conto anche delle difficoltà dell’euro.
  • Euro in difficoltà: dagli 1,185 contro il dollaro si è passati, tra alti e bassi, agli 1,155 attuali. Un calo importante, in un mercato che storicamente si muove poco.

La performance di Bitcoin

È una delle maggiori sorprese. Come è visibile dal grafico che alleghiamo, Bitcoin si è comportato significativamente meglio dell’oro, che pur è ritenuto (ad avviso di chi vi scrive non sempre a ragione) un asset sicuro per eccellenza. Nel momento in cui scriviamo l’oro non si trova molto distante dai prezzi del 28 febbraio, data di inizio del conflitto.

Oro contro Bitcoin, daily
Fonte: Criptovaluta.it® – elaborazione propria

Bitcoin si trova invece con gain superiori al 5%. Prima di cantare vittoria e dichiararlo il safe asset dell’era digitale, saranno necessarie ulteriori conferme. Sta di fatto però che è innegabile che il comportamento di Bitcoin sia stato di molto migliore delle aspettative, soprattutto durante una fase che è stata di moderato risk-off per i mercati e con gli indici azionari che non hanno dato il meglio.

Europa: rialzo tassi già prezzato

Ultimo grafico su cui ragionare. I forward su €STR mostrano una chiara previsione da parte dei mercati. BCE aumenterà i tassi di 25 punti base, con ogni probabilità in luglio e comunque quasi sicuramente entro fine anno.

Rialzo tassi EU
I mercati prezzano già un rialzo dei tassi

Questa convinzione emerge non solo dal chiacchiericcio costante dei giornali, ma anche da un’inflazione che dovrebbe risentire, al rialzo, dei problemi energetici di cui sopra.

Ciò che emerge dalle dichiarazioni di BCE è un tentativo di rimanere calmi e non farsi prendere dal panico. Ciò che invece emerge dalle autorità politiche è la modalità non sapere quali pesci prendere. I mercati, per non saperne né leggere né scrivere, prezzano un rialzo dei tassi. A Bitcoin e crypto interessa poco. All’azionario europeo forse di più, perché tassi più alti andranno a incidere su una crescita già particolarmente fiacca.

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