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STRATEGY UP

Svelato uno dei misteri di Bitcoin: non è Strategy a comprare (e a sostenere il prezzo), almeno oggi

Non sono gli acquisti di Strategy a sostenere il prezzo di BTC.
STRATEGY UP

Possiamo escludere già una spiegazione tra quelle che circolano. Il riferimento è allo strano comportamento di Bitcoin che, mentre oro e indici azionari continuano la ritirata, continua a offrire delle performance in controtendenza. Anche oggi, per quanto si dovrà certamente attendere la chiusura dei mercati per un giudizio più accurato, $BTC tiene mentre i mercati risk-on e anche risk-off soffrono.

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Non è Michael Saylor – e di questo possiamo avere la certezza analizzando i dati live su $STRC, le azioni preferred che hanno aperto la settimana con il proverbiale botto e che invece oggi sembrano aver rallentato.

La spiegazione che circola(va)

La spiegazione che circolava era delle più semplici. Mentre il resto dei mercati soffriva, c’era la domanda di Saylor a sostenere il prezzo. Possibile, dato che $STRC ha fatto registrare dei volumi record nei primi giorni della settimana. Volumi record che si sono trasformati in capitali in ingresso per Strategy e di conseguenza in acquisti. O almeno questo sarebbe il piano.

STRC
I volumi su STRC, offerti da STRC.LIVE

Oggi però i volumi su STRC sono stati piuttosto modesti, con annessa turbolenza di prezzo prontamente rientrata. Segnale che di movimento ce n’è poco, soprattutto in ingresso. E che dunque non è Saylor a sostenere il prezzo di $BTC. Spiegazione semplice, ma anche poco edificante per un asset che sta performando meglio dell’oro in una delle fasi più complicate di sempre.

  • Gli ETF?

Nemmeno. I dati li potete vedere rappresentati nel grafico e non ci sono stati inflow concentrati, o comunque su livelli tali da poter dimostrare acquisti sostanziosi durante gli orari di apertura delle piazze USA.

INFLOW UP
Inflow sì, ma relativamente modesti. Domani la sorpresa?

Questa ipotesi non avrebbe alcun modo di reggere neanche tenendo conto degli acquisti dilazionati per questioni tecniche da parte degli ETF. Ancora una volta: mancano capitali in ingresso tali da giustificare il sostegno quasi incondizionato di cui il prezzo di Bitcoin sembrerebbe poter godere.

Il mistero continua

E probabilmente non sarà risolto a breve. Quella di Bitcoin – e ora sono quasi passate due settimane dall’inizio del conflitto – rimane la performance più inspiegabile per gli analisti.

Un tempo si divertivano a raccontare di una correlazione con l’azionario USA – in particolare quello più rischioso – quasi perfetta. Poi è venuta meno quella convinzione dopo che nel corso del 2025 gli indici USA hanno piazzato record su record (e Bitcoin da ottobre correggeva circa del 50%).

Adesso il secondo capitolo dell’inspiegabile: un Bitcoin forte, mentre tutti o quasi avrebbero scommesso sulla sua morte.

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