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Crypto altcoin: meno token in arrivo sul mercato fino al 2027. Segnale bullish?

Ottimi dati da Tokenomist: tra il 2026 e il 2027 sono previsti bassi livelli di unlock per i crypto token. Ecco perché è positivo per il mercato.

Nei prossimi due anni, il mercato dei token crypto potrebbe giungere finalmente a un punto di svolta e ritrovare parte dello spirito speculativo che in passato aveva animato l’industria così discussa delle altcoin. In particolare, fino alla fine del 2027, secondo i dati che abbiamo a disposizione, ci aspettano volumi di unlock significativamente più contenuti, con meno offerta che si riverserà sulle borse rispetto agli anni passati.

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Questo è un dettaglio molto interessante, che racconta due facce della stessa medaglia, ma che forse potrebbe aprire le porte ad una fase di negoziazione più favorevole dal punto di vista dei prezzi. Non è la prima volta che affermiamo che il mercato crypto sta cambiando: ora però è il momento di capire se in meglio…o in peggio.

Crypto unlock programmati fino al 2027: valori più bassi degli ultimi 5 anni

Dovete sapere innanzitutto che il mondo delle altcoin è per gran parte sostenuto dai finanziamenti di società come fondi istituzionali e VC. Questi, negli ultimi anni hanno offerto ingenti capitali in cambio di lotti di token, assegnati nelle fasi iniziali dei progetti, tendenzialmente soggetti a periodi di vesting e quindi destinati a essere sbloccati progressivamente nel tempo.

Tale modello ha inizialmente funzionato molto bene nel 2021-2022, finendo poi però per scontare gli effetti delle emissioni programmate negli anni successivi. Difatti, una delle cause principali delle performance deludenti del comparto altcoin nell’ultima bull run è proprio nell’eccessiva partecipazione di investitori privati nelle campagne di finanziamento dei progetti.

La logica è molto semplice: grandi allocazioni di capitale implicano rilasci progressivi negli anni, che possono trasformarsi in pressione di vendita e finire per danneggiare la price action degli stessi progetti. A maggior ragione, il fenomeno diventa più evidente se gli unlock arrivano in fasi di mercato complesse per il settore crypto, come accaduto ad esempio nel 2025.

Ora però, dai dati Tokenomist notiamo che il valore complessivo degli unlock programmati per i prossimi anni sembra essere in netto calo. In particolare, le stime indicano circa $53 miliardi di token in fase di sblocco nel 2026 e circa $42 miliardi nel 2027, entrambi i valori più bassi registrati negli ultimi cinque anni.

Unlock crypto programmati 2027
Unlock crypto programmati fino al 2027Fonte dati: https://x.com/Tokenomist_ai

Non possiamo sapere se nei prossimi mesi ci saranno nuovi round di finanziamento e parallelamente ulteriori programmi di vesting. Ma il quadro non sembra destinato ad evolvere significativamente da quanto descritto, considerando quello che è il trend degli investimenti Ventures, in forte rallentamento rispetto al passato.

Emissioni di nuovi token in costante calo: cosa sta cambiando?

È chiaro che si è inceppato un meccanismo che per anni ha alimentato la creazione di nuovi token, attraverso il quale veniva offerta ai progetti la liquidità necessaria per sviluppare nuovi prodotti e, allo stesso tempo, si garantiva ai VC una futura exit liquidity con cui monetizzare l’investimento. I numeri confermano la tendenza: il valore degli unlock previsti per il 2027 è in calo del -69% rispetto al picco del 2021.

Gli stessi fondi che all’epoca avevano allocato miliardi sui nuovi progetti, ora probabilmente stanno tornando sui loro passi perché i ricavi non sono stati all’altezza del rischio assunto. Dall’altra parte i team dei progetti si rendono conto che una dinamica simile finisce per uccidere i propri token, segnando conseguentemente il fallimento di certi business model.

Per questo motivo, è possibile che nei prossimi anni si presenteranno sul mercato crypto solo due tipologie di nuovi progetti:

1) Quelli palesemente fuffa, composti da meme o da token con bassissima liquidità e senza infrastrutture professionali, facilmente individuabili.

2) Quelli che hanno la possibilità di costruire da soli, con budget proprio, e che non dovranno rendere conto a nessuno della propria tokenomics.

Ovviamente i secondi saranno in numero minore rispetto ai primi, in quanto non tutti hanno la capacità di sviluppare un prodotto da zero con denaro proprio, in modo simile a quanto fatto da Hyperliquid nel 2023-2024. Ma allo stesso tempo saranno progetti più genuini, e meno condizionati da unlock futuri.

Token $HYPE allocazione
Token $HYPE allocazioneFonte dati: https://tokenomist.ai/hyperliquid

Una precisazione: Anche Hyperliquid presenta una quota della supply da sbloccare (circa il 50%), ma questa finisce nelle mani dei core builders, e non di investitori esterni che puntano chiaramente a fare cassa. La differenza è sottile, ma fondamentale.

Meno offerta sul mercato altcoin: bullish per l’industria dei token?

Meno offerta sul mercato si traduce automaticamente in una pressione ribassista meno accentuata, e dovrebbe dunque offrire maggiori opportunità di crescita per gli asset crypto. Questo claim è in parte vero, ma va comunque contestualizzato su quella che sarà la domanda sulla parte opposta del book. O per semplificare: ci saranno acquisti pari o superiori alle cifre che verranno progressivamente sbloccate e immesse sul mercato?

A questa domanda non sappiamo dare una risposta, ma possiamo dirvi che dipenderà molto da quanto il mondo crypto nel suo complesso (anche considerando Bitcoin ed Ethereum) riuscirà ad offrire rendimenti adeguati agli speculatori, tornando a segnare moltiplicatori simili alle scorse bull run. Verosimilmente non torneremo allo stesso entusiasmo del 2017, ma si può fare di meglio rispetto a quanto visto negli ultimi 2 anni.

Guardate a tal proposito quanto sia diminuita la volatilità realizzata di Bitcoin, passata da picchi superiori del 160% nel 2021 (su time frame 1 month), fino ad appena il 70% nel corso del 2025. 

Bitcoin volatilità realizzata
Bitcoin volatilità realizzataFonte dati: https://studio.glassnode.com

Ora vediamo però qualche accenno di risalita: sarà fondamentale tornare a muoversi in modo dinamico per attirare l’interesse di traders e speculatori, da sempre attivi nel mercato crypto proprio a causa delle sue fluttuazioni estreme.

Da questo punto di vista, se mettiamo insieme una minore pressione dal lato dell’offerta per le nuove altcoin, un possibile ritorno dell’interesse speculativo e contestualmente anche l’emergere di nuove narrative, come quella dei buyback,  possiamo immaginare uno scenario più bullish rispetto a quello osservato negli ultimi anni.

Attenzione a non farvi fregare

Chi vi scrive lavora in questo settore quotidianamente da diversi anni, e conosce bene il modus operandi di certi personaggi, che si muovono nel settore crypto solo per approfittare delle nuove narrative e monetizzare l’entusiasmo dei retail. Quando il mercato tornerà a scaldarsi, inevitabilmente torneranno anche i cosiddetti “bad actors, pronti a sfruttare qualsiasi trend per attirare capitali.

Per questo motivo vi invitiamo a rimanere prudenti e a guardare con una certa diffidenza alcune dinamiche speculative che potrebbero ritagliarsi nuovamente spazio sul mercato. Una di queste è la possibile riscoperta delle ICO, che negli ultimi mesi sembrano tornate a circolare dopo i disastri lasciati nel 2018. Attenzione a non abboccare ancora alle provocazioni del passato.

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