Si parla sempre poco di Tron nello spazio crypto, nonostante i suoi fondamentali di tutto rispetto e una presenza ormai storica nel nostro settore. Ad oggi rappresenta il 7° progetto per capitalizzazione di mercato, con la sua moneta nativa TRX che continua ad andare per la propria strada, in maniera sostanzialmente decorrelata dal resto delle criptovalute.
Siamo tornati a discutere di Tron, poiché guardando agli ultimi dati on-chain, ci siamo accorti di un interessante dettaglio che riguarda lo stato di salute della chain ed il sentiment degli investitori. La rete viaggia ancora ad alti livelli grazie al business delle stablecoin, come emerge chiaramente dai dati, anche se sullo sfondo iniziano a presentarsi nuove sfide da affrontare.
TRX tra i migliori token L1 da inizio 2026
Secondo quanto riportato da Dexu.ai, TRX si posiziona tra i token Layer 1 con le migliori performance da inizio 2026. La crypto nativa dell’ecosistema Tron segna un modesto +6,7% YTD, all’interno di un primo trimestre alquanto deludente per tutto il settore, in cui ci sono state poche occasioni speculative per i tori.
Meglio di TRX fanno solo pochi nomi, tra cui GNO della rete Gnosis e HYPE di Hyperliquid, mentre tutto il resto stampa guadagni più risicati o, nella maggior parte dei casi, perdite consistenti. Anche Bitcoin, che in genere rappresenta il benchmark del settore, da gennaio ha realizzato una performance inferiore, a conferma dell’ottima tenuta relativa di TRX

Al momento questa criptovaluta viene scambiata a $0,30, con una capitalizzazione di mercato di $28,6 miliardi. A livello speculativo non c’è un’attività così frenetica sulle borse, considerando appena $248 milioni di open interest, a fronte di un volume futures nelle ultime 24 ore di $242 milioni, numeri relativamente piccoli rispetto alla sua dimensione.
Tron si conferma come la maggior chain L1 per revenue
Tralasciando Hyperliquid, che guadagna principalmente dagli scambi del suo DEX (e non dai trasferimenti di rete), Tron risulta essere la blockchain L1 più redditizia dell’intero settore on-chain. Solo nelle ultime 24 ore la rete ha incassato $1,13 milioni, con un andamento dei ricavi piuttosto stabile nel tempo, interrotto solo temporaneamente a settembre 2025 a causa di una riduzione delle commissioni di rete.
Questi guadagni consistenti garantiscono a Tron il rank di 5° progetto per revenue annualizzate, e offrono un’ottima narrativa speculativa da cavalcare per gli investitori. Più introiti genera la chain, più tecnicamente si crea domanda di acquisto per TRX, che è appunto la risorsa indispensabile per operare sulla rete e pagare le gas fees.

Secondo una logica economico-monetaria, TRX viene attualmente scambiato a una valutazione pari a 89,2 volte il Fee Multiple, ossia il rapporto tra FDV e commissioni annualizzate. Si tratta di un numero relativamente elevato, che mostra alte aspettative da parte degli investitori, per un progetto che storicamente ha spesso dimostrato di riuscire a fare bene da un punto di vista operativo.
Tron domina ancora il mercato per utilizzo stablecoin
Secondo l’ultimo report di Allium Labs, la blockchain di Tron si conferma ancora nel 2026 come una delle maggiori blockchain per il comparto delle stablecoin. Dallo studio emerge che la rete detiene circa il 31% dell’intero valore della filiera, affermandosi come uno dei principali canali globali per il trasferimento on-chain di Tether USDT.
Più nello specifico, Tron trova molto spazio nelle attività al dettaglio, nelle rimesse e negli scambi transfrontalieri, soprattutto all’interno dei cosiddetti “emerging markets” e nel segmento più commerciale. Manca la componente istituzionale di Ethereum, o quella ad alte prestazioni che possiamo trovare su Solana, ma resta comunque uno dei principali punti di riferimento per le stablecoin, in particolare per USDT.

Nel frattempo però Tron inizia a sentire il peso della competizione dall’esterno. I volumi complessivi di trasferimento stable sono scesi dal 47% del 2024 fino all’attuale quota di mercato del 26%, a causa della rapida crescita di ecosistemi alternativi come Solana e Base, che stanno attirando grossi volumi a basso costo.
Anche BSC sta iniziando a complicare le cose a Tron, con la propria infrastruttura che si sta affermando nel contesto dei piccoli pagamenti, nonostante la rete di Justin Sun lavori principalmente su transazioni medie, il cui valore è stimato intorno ai $6.400 per tx. Per fare un paragone su BSC la media dei trasferimenti è di $1.200, mentre su Ethereum è di $45.700.
Minaccia futura per Tron?
In tutto ciò, c’è da considerare che ogni chain, almeno secondo quanto evidenziato da Allium Labs, presenta un ruolo ben preciso all’interno dell’ecosistema stablecoin. Questo significa che, almeno per ora, la competizione non si gioca sullo stesso piano, e che dunque non è detto che ci si debba per forza calpestare i piedi a vicenda.
In tal senso, nonostante l’espansione di Solana, Base e BSC nel mondo stablecoin, Tron continua comunque a mantenere numeri importanti sul fronte delle attività retail e cross-border, con volumi e ricavi elevati che supportano le attuali valutazioni di TRX. Allo stesso tempo è chiaro che, con la crescita di altre chain e l’ingresso di nuovi attori, nel tempo la pressione competitiva potrebbe aumentare.
Attenzione a questo dato sugli holders di TRX
Aggiungiamo un dettaglio molto interessante che riguarda il token TRX. In questo momento, la metrica “Spent Output Profit Ratio” (SOPR), mostra una condizione di spesa notevolmente solida a favore degli holders della moneta. Questo indicatore serve a capire se i token vengono movimentati on-chain in perdita o in profitto rispetto all’ultimo scambio.
Ebbene, a differenza di tante altre crypto che in questo momento presentano un SOPR ampiamente negativo, TRX viaggia sin da inizio marzo con un valore positivo sopra il punto di breakeven 1. Ciò significa che nelle ultime settimane gli investitori sono usciti da uno scenario incerto, tornando a muoversi in profitto e segnalando un sentiment più costruttivo attorno al token.

In genere situazioni in cui il SOPR recupera dopo un drop sotto al punto 1, evidenziano la possibilità che il dip sia terminato e che da lì in poi si vada per una nuova spinta al rialzo. Vedremo se TRX rispetterà questo segnale, come già accaduto diverse volte in passato.
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