Sono tutti preoccupati dall’arrivo di un’ulteriore ondata di inflazione. C’è però un sottinteso del quale si inizia a parlare anche sui principali giornali che si dedicano all’analisi economica. The Wall Street Journal ha pubblicato poche ore fa un approfondimento con un numero che è davvero il più importante per questo ciclo economico. Qual è il prezzo del petrolio oltre il quale si innescherà una recessione?
Il prezzo individuato da 50 economisti contattati da The Wall Street Journal è di 138$. Se si dovesse permanere sopra quell’area, allora le possibilità di una recessione schizzerebbero alle stelle. E i problemi che l’economia affronterà, in quel caso, sarebbero ben peggiori di un’inflazione momentaneamente elevata.
138$ per il WTI
Il prezzo di riferimento fornito dagli economisti di The Wall Street Journal è di 138 $ in riferimento al WTI. Si tratta di un prezzo di poco più del +40% superiore a quello attuale e quindi – almeno per il momento – siamo in zona ancora di relativa tranquillità.
Ci sono dei se: il problema, per ora, è che gli effetti sul prezzo del petrolio si sono visti principalmente sul mercato dei futures, senza che sia ancora possibile valutare gli effetti sul cosiddetto mercato fisico e in consegna.
Il secondo se: si tratta di una stima degli economisti contattati da The Wall Street Journal. Non è detto che sia corretta. Non è detto che non sia troppo ottimistica.
Sul tema è intervenuto di recente anche André Dragosch – a capo della divisione research di Bitwise Europe – che vede invece il prezzo di rottura sui 110$. Livello più preoccupante, perché avrebbe bisogno di aumenti molto più moderati rispetto a quelli indicati dagli economisti interpellati da The Wall Street Journal.
Quali conseguenze per Bitcoin e crypto?
Prima di allarmarsi, è il caso di partire dall’inizio: si tratta di situazioni ipotetiche che non si sono ancora verificate e che potrebbero non verificarsi mai.
L’attenzione per il petrolio rimane massima e rimane su livelli che non vedevamo dall’ultima crisi geopolitica, quando però si rientrò piuttosto rapidamente.
La speranza, per i mercati e gli economisti, è che in realtà non si arrivi a quel punto e che giungano delle buone nuove dai mercati. Arriveranno? Occhi puntati su ogni possibile sviluppo dall’Iran: ciò che interessa di più, al netto dell’esito della guerra, è la riapertura al transito nello Stretto di Hormuz.
Con André Dragosch abbiamo affrontato, in un’intervista esclusiva che puoi leggere qui su tutti i temi all’intersezione tra mercati tradizionali e crypto, partendo proprio da Bitcoin.
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