La forza di un mercato azionario dipende oggi più dalla sua composizione che dal Paese in cui ha sede. I listini a forte peso bancario salgono, quelli a forte peso tecnologico arretrano dall’inizio dell’estate. Su questo metro Piazza Affari guida il 2026 tra le grandi Borse mondiali con un +15% staccando America ed Europa.
Milano davanti a Wall Street e all’Europa
Il nostro FTSE MIB mette a segno un progresso del +15% da inizio 2026, sovraperformando le grandi Borse mondiali. L’Euro Stoxx 50 si ferma a +8,75%, il Nasdaq a +8,97%. Il Dow guadagna +9,06%, mentre l’S&P 500 si ferma a un +7,80%. Il DAX di Francoforte resta molto più indietro, fermo a +3,43%.

Nella tabella delle performance si può osservare anche come sull’orizzonte dei dodici mesi il quadro non cambia, con il FTSE MIB in crescita del +25,98%. Il vantaggio di Milano diventa ancora più netto se si guarda al solo mese di luglio. Il FTSE MIB tiene il segno positivo con +0,18%, mentre Wall Street vira in rosso. Il Nasdaq crolla del -9,04% e l’S&P 500 cede il -1,42%. Anche l’Europa rallenta e il future Euro Stoxx 50 registra un -1%.
FTSE MIB, un listino a trazione bancaria
Il primato di Milano nasce dalla composizione del FTSE MIB, con un paniere dove pesano soprattutto banche e assicurazioni. Il peso del settore bancario è strutturalmente alto per Piazza Affari, molto più che negli indici americani.

A luglio UniCredit segna un +5,99%, Intesa Sanpaolo un +10,06%, il Monte dei Paschi un +9,63%. Banco BPM sale del +5,27%, Mediobanca del +9,06%, mentre Generali avanza del +3,11%. È questa massa di titoli finanziari a spingere l’intero indice verso l’alto. Sul Nasdaq, al contrario, pesa la tecnologia, che in queste ultime settimane è entrata in un vortice ribassista. La distanza tra i due listini è, in sostanza, una distanza tra banche e semiconduttori.
STMicroelectronics e Prysmian, i tecnologici che frenano

La conferma di questa lettura arriva dai pochi titoli milanesi rimasti in rosso a luglio. STMicroelectronics perde il -33,14% mentre Prysmian arretra del -21,63%. Sono i due nomi più legati al ciclo tecnologico e industriale globale.
Entrambi i titoli restano ampiamente positivi da inizio 2026, ma la caduta recente racconta la debolezza attuale del settore tech. Chi soffre a Piazza Affari soffre per gli stessi motivi di Wall Street.
La divisione passa tra i settori, non tra le due sponde dell’oceano. Le banche reggono il listino di Milano, i semiconduttori lo frenano come frenano il Nasdaq e in parte l’S&P 500.
Trimestrali, banche italiane contro Big Tech
Lo stesso contrasto tra i due mondi si ritrova nella stagione dei conti trimestrali di questi giorni. UniCredit ha già archiviato, la settimana scorsa, il miglior semestre della sua storia, con un utile netto di 6,37 miliardi di euro.
Questa settimana tocca a Intesa Sanpaolo, FinecoBank e Banca Generali presentare i propri numeri. All’inizio di agosto arriveranno anche Banco BPM, BPER, Monte dei Paschi e Mediobanca. Sono conti nel complesso solidi e generosi di dividendi per gli azionisti.
Da domani a Wall Street, rendicontano Apple, Microsoft, Amazon e Meta. Il mercato le osserva con nervosismo, per via delle enormi spese (capex) destinate all’intelligenza artificiale. Le trimestrali italiane invece dovrebbero continuare a reggere il listino con utili in crescita, se non record, mentre quelle tecnologiche portano i dubbi.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

