È un altro pomeriggio da incubo per tutte le principali aziende del settore semiconduttori quotate negli Stati Uniti. Pessime anche le performance delle società legate al settore memorie – seguendo quelle che erano state le profezie di sventura di diversi analisti. Nasdaq 100 è ormai in territorio di correzione tecnica e i prospetti, almeno per le aziende di questi comparti, non appaiono come delle migliori.
Scetticismo diffuso per il trade AI, che pur aveva condotto le ultime cavalcate trionfali del comparto azionario, che però per il momento non tocca le società più importanti. Hyperscaler, Nvidia e SpaceX tengono, nonostante il loro coinvolgimento nel ciclo AI sia importante, per non dire fondamentale.
I peggiori della giornata
I peggiori titoli della giornata sono AMD (che perde il 6,7% nel momento in cui scriviamo, insieme a ARM (-7,7%), Marvell (-6%), Qualcomm (-2%), Micron (-8,8%). Fanno male anche le aziende che vendono equipaggiamento per la produzione di chip. ASML, che potrebbe presto dover fronteggiare la competizione che arriva dalla Cina, lascia il 4,25% in borsa a metà trattative.
È poi disastro nel settore delle memorie. SanDisk perde oltre il 14%, mentre Western Digital si ferma al -9%.
Le motivazioni sono le stesse che hanno affossato i mercati nella giornata di ieri. In tanti iniziano a considerare certi margini insostenibili sul lungo periodo. A eroderli sono sia una domanda da parte dei data center che potrebbe venire meno, sia invece una competizione da parte di produttori cinesi che potrebbe farsi sempre più importante.
La questione CDS di Nvidia – ovvero dell’aumento del 300% del costo di assicurazione sul fallimento della società di cui sopra – non sembra aver toccato granché i mercati azionari. Nvidia sta infatti guadagnando, nel momento in cui scriviamo, circa lo 0,7%.
A quando il bottom?
Chi è entrato ad apertura della sessione aspettandosi un rimbalzo è rimasto deluso ed è entrato a far parte del team che cerca di afferrare al volo i metaforici coltelli in caduta. Il sentiment è più basso che mai e l’enorme quantità di leva che ha accompagnato la salita di questi titoli ne sta favorendo anche una discesa senza paracadute.
Un ciclo che si autoalimenta, con le sessioni (pessime) negli USA che condizionano quelle coreane, che poi condizionano quelle USA di nuovo.
Nasdaq 100 intanto scambia a -10% rispetto ai massimi più recenti, quelli di giugno. Tecnicamente saremmo in territorio definito dagli specialisti come di correzione.
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