L’aria che tira nel segmento AI non è delle migliori. Non solo in nottata sono state sospese le contrattazioni in Corea del Sud per eccesso di ribasso, ma ci sono altri segnali preoccupanti della tenuta di diverse delle aziende top del settore. Tra queste Nvidia: proteggersi dal rischio di fallimento dell’azienda centrale per tutto il movimento AI è diventato enormemente più costoso. E questo in seguito alla notizia di ulteriori investimenti in data center, anche questa volta parrebbe con OpenAI.
Il prezzo è salito dal minimo dello 0,14% annuo allo 0,82% annuo. Somme importanti se viste in modo relativo. L’orizzonte di cui parliamo è quello dei credit default swap su 5 anni. Si tratta dell’aumento più importante da quando questi prodotti sono stati lanciati sui mercati.
Mercati inondati di debito
La questione è interessante su diversi livelli. Il primo è che almeno a leggere le trimestrali di Alphabet, non ci sia alcuna intenzione da parte degli hyperscaler di ridurre gli investimenti a debito. Al contrario: la bolletta dei data center continua a salire e con lei le previsioni di spesa future.
Le aziende che stanno emettendo debito sono solide, affidabili, hanno ricavi importanti e un futuro probabilmente roseo. Tuttavia la quantità di debito che viene offerto ai mercati è sempre più ingestibile. O meglio, i mercati non possono assorbire debito all’infinito.

Il grafico offerto da Bloomberg sul prezzo dei CDS è piuttosto emblematico. Da luglio in poi c’è stata una corsa importante del costo per assicurarsi da un fallimento di Nvidia nei prossimi cinque anni.
C’è però da aggiungere una cosa, almeno per chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno: siamo sotto l’1% (che non è poco) e il grafico appare assai più spaventoso per la sua scala piuttosto che per i valori che rappresenta in via generale.
A degradare la posizione e la credibilità di Nvidia come debitore ci sono gli annunci di nuovi investimenti: il primo, da 500 miliardi, con SK Hynix. Il secondo, da 250 miliardi, facendo da garante per OpenAI. Si tratterebbe – ricorda Bloomberg – dei due più grandi accordi di sempre per Nvidia.
In aggiunta, Nvidia starebbe negoziando una linea di credito da 350 miliardi per acquisti di chip da parte di OpenAI.
C’è circolarità, tanta. Ci sono ricavi, pochi. E ora crescono le preoccupazioni.
Siamo alla fine della giostra?
I più pessimisti ritengono di sì. La circolarità degli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale sta diventando una spirale che si avvita su se stessa. I ricavi di giganti come Nvidia dipendono, per il futuro, da attività che essa stessa deve finanziare o comunque garantire e questo vale per i più importanti dei soggetti coinvolti nel settore AI.
Una situazione certamente degna di attenzione, forse anche di qualche preoccupazione – e che dovremo seguire punto per punto nei prossimi giorni.
Sul mercato inoltre incombe la decisione di Federal Reserve di mercoledì 29 luglio. Ci sarà inoltre la conferenza stampa – dai toni probabilmente hawkish – di Kevin Warsh. E quando parlano le banche centrali , i primi mercati a tremare sono proprio quelli del credito.
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