L’accordo tra senatori c’è. È stato messo nero su bianco e ora toccherà prima discuterlo nella commissione competente, poi eventualmente al Senato. Secondo quanto è stato riportato da Politico, l’accordo prevederebbe delle limitazioni che dovrebbero garantire le banche da un’eventuale fuga di depositi. Il tema dibattuto è quello dell’offerta di rendimenti tramite stablecoin da parte degli exchange di criptovalute. Tema che fino ad oggi ha bloccato l’avanzamento del cosiddetto Clarity Act, ovvero il gruppo di leggi che finiranno per normare il mondo crypto negli Stati Uniti. È un passo avanti importante, per quanto non ancora decisivo.
Rimane però in piedi la corsa contro il tempo affinché si arrivi all’approvazione definitiva prima di fine anno, quando con ogni probabilità cambieranno gli equilibri sia al Senato sia nella House. Equilibri che potrebbero essere molto meno favorevoli per il mondo crypto.
Accordo di massima, ma importante
L’accordo non è stato ancora firmato, ma c’è comunque un testo sul quale tutte le parti coinvolte sarebbero d’accordo. Exchange crypto, ma anche banche, senatori di entrambi gli schieramenti e Casa Bianca. Lo racconta Politico, che riporta le parole della senatrice democratica Angela Alsobrooks, che afferma:
Io e il sen. Tillis abbiamo un accordo di massima. Abbiamo fatto molti passi avanti. E credo che quello che faremo sarà proteggere l’innovazione ma dare anche un’opportunità per evitare una fuga di depositi [dalle banche, N.d.R]
Il tema è quello dei rendimenti da stablecoin offerti eventualmente dagli exchange. Una questione che le banche vedono come fumo negli occhi, perché renderebbe i conti presso gli exchange molto più convenienti di quelli bancari, innescando così una potenziale fuga dei depositi. I rendimenti da stablecoin diretti sono stati già proibiti con il Genius Act, la legge che governa le crypto stable negli USA.
Sul tema Coinbase, l’exchange forse più popolare e certamente il più rilevante a livello politico, ha organizzato delle barricate, portando anche alcuni dei player del mondo crypto a prenderne le distanze. Se così si dovesse procedere, rimarrebbero soltanto problemi minori a ostacolare votazione ed entrata in vigore della legge.
Non è chiaro per il momento se il compromesso sia stato sottoscritto già anche da banche ed exchange. Con ogni probabilità però entrambi gli schieramenti dovranno fare di necessità virtù e accettare un accordo magari non perfetto.
Ne sapremo di più la prossima settimana, sottolineando però che gli umori, a Washington, sembrerebbero essere dei migliori.
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