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BANCA CENTRALE TURCA

Parte la vendita di oro: Turchia guarda agli swap per sostenere la lira turca. Sarà la prima di tante?

Ankara pronta a partire con gli swap. Oro ancora di più in difficoltà?
BANCA CENTRALE TURCA

La crisi geopolitica innescata dalla guerra in Iran aggredisce anche le riserve delle banche centrali. Quella turca ha bruciato circa 26 miliardi di dollari, su circa 70 di riserve totali, per sostenere sui mercati il valore della lira TRY. Il tutto in tre settimane di conflitto. Una spesa che è fonte di grande preoccupazione, che potrebbe trovare solo parziale ristoro nelle riserve auree del paese. Secondo quanto afferma il Financial Times, Ankara potrebbe mettere mano alle proprie riserve di oro, al fine di conservare le scarse riserve di valuta estera pregiata, ricostruite con grande fatica negli ultimi anni.

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Il tempismo è di quelli dettati dalla necessità. Soltanto nel weekend su The Wall Street Journal era stata avviata la discussione sulla possibilità che banche centrali di seconda e terza fascia ricorressero proprio alle riserve auree per contenere gli effetti dei problemi innescati dalla guerra.

Non vendita, ma swap

La Turchia possiede circa 100 miliardi di dollari in oro, alle valutazioni attuali. Di questi circa 30 miliardi sono custoditi presso Bank of England (la banca centrale del Regno Unito) e potrebbero essere utilizzati – scrive Financial Times – a sostegno della valuta locale, la lira turca.

Il problema è relativamente complesso: le politiche sul tasso di cambio della Turchia sono indirizzate a sostegno del valore di TRY sulle piazze internazionali, mentre il paese si trova nel mezzo di uno sforzo importante per contenere l’inflazione (ora al 30%, dopo essere stata su livelli molto più elevati) e ricostruire riserve di valuta estera pregiata. Gli interventi a mercato per sostenere la divisa nazionale hanno però un costo – e durante le fasi più turbolente di mercato (come quelle innescate dalla guerra tra USA e Iran) tali costi crescono rapidamente.

lira turca contro dollaro usa
Le difficoltà della lira turca

Secondo le stime riportate da FT, sostenere il valore della lira turca è costato alla Banca Centrale di Ankara circa 26 miliardi, più di un terzo delle riserve disponibili. Ankara ora dovrebbe fare i conti – tenendo conto dei calcoli effettuati da Bürümcekçi Research and Consulting. – con riserve che ammontano a soli 43,4 miliardi di dollari. Una somma non sufficiente, se Ankara dovrà continuare a sostenere la valuta nelle medesime circostanze geopolitiche e di mercato.

La Turchia è in un cul de sac: condivide quasi 600 km di confine con l’Iran e sta inoltre risentendo in modo importante della crescita dei costi energetici.

Di tempo – se le riserve di valuta estera saranno bruciate a questa velocità – ne rimane poco.

Una delle possibili soluzioni – della quale si parla con tale insistenza da renderla impossibile da ignorare – è mettere mano alle riserve auree.

Non sarà fatto però con una vendita: la Turchia può impegnare parte del suo oro per avere in cambio valuta estera pregiata, accordandosi in simultanea per riacquistare l’oro così ceduto in futuro, a un tasso concordato.

È un classico swap, che avrebbe il pregio di offrire subito liquidità in valuta estera alla banca centrale turca – strumento per continuare a sostenere la lira sulle piazze internazionali.

Un messaggio per chi è long sull’oro

Nessuno può ragionevolmente sapere quanto durerà il conflitto tra USA/Israele e Iran né quanto a lungo avremo effetti sui principali mercati. Tuttavia, dato il ritmo con il quale vengono consumate le riserve valutarie estere da parte dei paesi emergenti, è ragionevole iniziare ad aspettarsi liquidazioni, swap, vendite condizionate delle riserve auree.

È proprio quello che sospettavano dalle colonne di The Wall Street Journal, all’interno di un più ampio approfondimento sulle pessime performance dell’oro dall’inizio della guerra.

Il problema, per chi è long sull’oro, è che la durata dell’emergenza potrebbe essere importante – intaccando così ulteriormente il prezzo dell’oro, che da bene riserva e rifugio qual è, è uno strumento utile per banche centrali in difficoltà.

Il nostro direttore Alessio Ippolito ne ha parlato qui lunedì, in un più ampio approfondimento di mercato su oro e energia, confermando un outlook da ragionare e la necessità di rivedere alcune certezze che in tanti hanno sui mercati in guerra.

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