La Banca Centrale Europea è pronta ad alzare i tassi di interesse già dal prossimo meeting di aprile. Lo afferma Joachim Nagel, membro del board di BCE, che parla però di possibilità e non di certezza. Il rialzo dei tassi di interesse sarà necessario, continua, se la situazione dei prezzi peggiorerà a causa del conflitto in Iran. Le ripercussioni sul settore energetico sono importanti e ci saranno, in aprile, già settimane di dati da valutare la situazione.
I mercati intanto hanno prezzato, durante la settimana, anche due rialzi ai tassi da qui a fine anno in Europa, confermando un trend globale di peggioramento dell’outlook sui tassi e di maggiore restrittività delle politiche monetarie.
Silenzio, parla Nagel
Joachim Nagel è uno dei membri del board di BCE di maggiore prestigio. Il suo nome era tra i papabili alla sostituzione della forse dimissionaria Christine Lagarde, per una questione però che, almeno per il momento, sembrerebbe essere ampiamente rientrata.
Nagel, come riportato da Bloomberg, conferma l’esistenza della possibilità di rialzi già dal meeting di aprile. Le preoccupazioni della Banca Centrale Europea sono infatti concentrate sulla possibilità di un ulteriore rimbalzo dell’inflazione, che in diversi dei paesi dell’area euro è tornata o è in procinto di tornare sopra il target del 2%.
Ad aggravare la situazione sul fronte dei prezzi è la guerra in Iran, che ha già avuto un impatto sui prezzi del gas naturale e del petrolio, entrambi di grande importanza in area euro. Una guerra i cui effetti sono ancora da valutarsi sul medio e lungo periodo e che BCE dovrà considerare nel modo più attento possibile prima di prendere una decisione in aprile.
Questa è una situazione in cui ogni giorno che passa contribuisce a un aumento dei rischi di inflazione, in particolare per quanto ci interessa di più dalla prospettiva della politica monetaria, ovvero come le aspettative di inflazione sul medio e lungo periodo evolveranno.
In realtà sono in diversi all’interno del board di BCE ad aver approfittato della situazione per spostare l’ago della bilancia verso la divisione hawkish, in una BCE spaccata e che deve fare i conti anche con pressioni politiche che arrivano dalla Francia.
Intanto lo spread…
I prezzi non potranno essere l’unica preoccupazione della Banca Centrale Europea. Oltre alla crescita già rivista al ribasso dall’Italia (presto arriveranno anche gli altri) c’è da tenere conto della situazione dei debiti pubblici. La crisi in Iran ha esacerbato le tensioni sul mercato dei bond, ampliando il differenziale tra bund tedeschi, OAT francesi e BTP italiani. Un aumento dello spread che è avvenuto comunque mentre il rendimento del solido debito tedesco era comunque in aumento.
ECB ha come mandato primario la stabilità dei prezzi – un obiettivo che non può essere messo a repentaglio dalla ricerca del sostegno alle politiche economiche generali dell’UE. Una situazione che fa, anche questa, da sponda ai falchi.
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