È stata una riunione di Bank of Japan – la banca centrale del Giappone – anomala sotto diversi punti di vista. Non era presente il governatore Kazuo Ueda, per problemi di salute, e il Giappone è tornato su un livello di tassi che non si vedeva da più di 30 anni. Hike, ovvero aumento, dello 0,25%, che ha portato i tassi di riferimento nel Paese del Sol Levante all’1%. A sostituire Ueda in conferenza stampa c’è Shinichi Uchida, vice-governatore, che ha delineato anche parte del cammino futuro atteso dalla banca centrale.
La guidance è la parte più interessante di questo meeting: il rialzo dei tassi di interesse dello 0,25% era infatti già stato scontato dai mercati, con la coppia USDJPY che non ne ha risentito granché. Le riunioni di politica monetaria in Giappone sono seguite con grande attenzione da parte degli investitori: Tokyo è la seconda piazza finanziaria del mondo per importanza e cambiamenti improvvisi di tassi e di operazioni a mercato di BoJ hanno in genere riflessi anche sulle piazze internazionali.
Un aumento adesso per evitare mosse d’emergenza in futuro
Shinichi Uchida è stato piuttosto chiaro durante la conferenza stampa a margine della decisione. La decisione di aumentare i tassi di interesse è arrivata per evitare di trovarsi in ritardo sulla politica monetaria ed essere dunque costretti, in futuro, a mosse emergenziali che non piacciono ai mercati.
Il rischio di un rallentamento dell’economia, dice Uchida, è inferiore rispetto al rischio di un’inflazione fuori controllo, anche tenendo conto delle importanti ripercussioni sul prezzo del petrolio per la guerra tra Iran e USA. Guerra che sembrerebbe essere terminata, senza però condizionare le scelte di Bank of Japan, almeno per ora.
- Se le condizioni li renderanno necessari..
Uchida non ha escluso futuri aumenti dei tassi di interesse. Se dovessero rendersi necessari a causa delle condizioni macroeconomiche, Bank of Japan procederà senza esitazioni. Anche questa affermazione però non ha sortito effetti sui mercati. Effetti che erano forse sperati da una banca centrale che deve fare i conti con i più alti livelli di short sullo yen degli ultimi anni.

Per ora nessuno sconquasso
Il timore principale dei mercati sembrerebbe però essere stato superato. La guidance non è apparsa come troppo dura, con Bank of Japan che non aumenterà il ritmo di scarico a mercato di ETF e altri asset che ha accumulato nel corso di questi ultimi mesi e anni.
Anche la rivendicazione di indipendenza sulle decisioni future non è andata oltre le attese. I mercati sanno che le resistenze in capo al governo saranno importanti se la politica monetaria dovesse farsi più restrittiva.
Per ora dunque nessun allarme. Il per ora è d’obbligo, perché spesso le decisioni di politica monetaria del Giappone si trasmettono al resto del mondo a scoppio ritardato. Ad ogni modo, se questa è la preoccupazione principale di chi legge, no. Non siamo davanti a un altro agosto 2024, quando la decisione inaspettata di Bank of Japan tanti lutti addusse ai long, sia nella TradFi, sia invece nel mondo delle criptovalute.
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