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yen super short

Fondi sono tutti short su questo asset: tra 24 ore rischiano la liquidazione. Arriva lezione da banche centrali?

Una situazione che potrebbe evolversi nel peggiore dei modi per certi fondi USA.
yen super short

Lo yen è a un punto di svolta. Una svolta che può diventare importante anche per il mondo crypto, in una fase di attacco alla divisa nazionale giapponese che però già domani, martedì 16 giugno, potrebbe trovare una risoluzione. Gli short su JPY non sono mai stati così alti negli ultimi nove anni, almeno secondo i dati riferiti alla scorsa settimana. Le cose potrebbero diventare piuttosto caotiche già a partire dalle prossime 24 ore.

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Martedì Bank of Japan deciderà per l’aumento dei tassi di riferimento dello 0,25%. Non è questa però la decisione che potrebbe portare scompiglio nei mercati. Come avviene anche per le trimestrali delle aziende private, sarà infatti la guidance a innescare le reazioni di mercati. Ovvero ciò che Bank of Japan dirà sul futuro, e non sulla decisione presente.

Short ai massimi che rischiano… grosso

Nonostante la decisione di un rialzo dei tassi in Giappone sia scontata, gli short continuano ad accumularsi. Secondo quanto riporta Coindesk, i fondi leva hanno continuato ad incrementare posizioni short, che non erano mai state così alte – almeno tra i fondi che operano negli Stati Uniti.

Con ogni probabilità, i gestori ritengono che nonostante il rialzo dei tassi, ci sarà una guidance piuttosto mansueta, ovvero nessuna indicazione su futuri rialzi. Il problema potrebbe dunque crearsi nel caso in cui dovesse arrivare una guidance che lasci intendere che invece Bank of Japan è aperta a aumenti dei tassi anche in futuro. E sarà ancora più dirompente se dovesse annunciare la possibilità che si ritocchino di nuovo i tassi sul breve periodo.

Il rischio è che chi è short – i fondi di cui sopra – sia costretto a incrementare i margini o, nel caso di movimenti violenti rialzisti dello yen, alla liquidazione.

Occhio però, i dati di CFTC sono in ritardo di una settimana

La lettura orrorifica incontra un ostacolo: i dati che CFTC (l’agenzia che regolamenta il mercato dei derivati negli USA) hanno un ritardo di una settimana. I 115.000 contratti short aggiunti si riferiscono alla settimana che si è conclusa il 9 giugno. Potrebbero esserci state delle sorprese, anche se di segnali da Bank of Japan ne sono arrivati relativamente pochi.

Sarà comunque una settimana densa di preoccupazioni sul fronte macro – con tre banche centrali che dovranno decidere il futuro della politica monetaria. Il tutto però con il sollievo della pace tra USA e Iran. Nella speranza, ovviamente, che tenga.

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