Agosto si apre in territorio positivo per le borse, con i future degli indici americani in rialzo nella prima seduta del mese, così come gli europei. A sostenere il clima contribuisce l’intervento congiunto tra Stati Uniti e Giappone a difesa dello yen, che ha raffreddato la volatilità sui cambi. In controtendenza restano le crypto, con Bitcoin ed Ethereum ancora in rosso e lontani dai valori di inizio anno.
I future di Wall Street aprono agosto in rialzo grazie allo yen
Il future S&P 500 segna un +0,57%, mentre il Nasdaq mette a segno un +0,93% con il Dow Jones a +0,55%. Tutti e tre restano poco distanti dai loro massimi storici, soprattutto Dow e S&P 500.

Da inizio 2026 Nasdaq mantiene un +12,52% anche dopo il ribasso di luglio segnato dalle vendite sui semiconduttori, solo in parte rientrate. Invece S&P 500 su base annua si attesta al +9,56%. Il tono di apertura conferma un ritorno di appetito per il rischio sui listini americani che dovrà essere confermato.
Tokyo e Seul sotto pressione tra yen forte e vendite sui chip

Sul fronte valutario, Stati Uniti e Giappone hanno confermato un intervento coordinato a sostegno dello yen, dichiarandosi pronti a nuove mosse comuni. La divisa nipponica si è rafforzata con decisione, spingendo il cambio dollaro/yen (USDJPY) attorno a quota 156. La Bank of Japan, che il 31 luglio ha lasciato i tassi all’1%, resta orientata in senso restrittivo. Lo yen nei giorni scorsi aveva toccato i minimi storici nei confronti del dollaro e ora è in recupero come si può osservare dal grafico.
Lo yen più forte penalizza gli esportatori, con il Nikkei fermo intorno ai 63.700 punti. Sullo sfondo pesa anche il dibattito politico interno, con la premier Takaichi a difesa della propria politica economica molto espansiva. In Corea il Kospi viaggia in netto calo, con un -4,95% travolto ancora dalle vendite su Samsung e SK Hynix.
Trump allontana lo scontro con l’Iran e il petrolio affonda

Sul fronte geopolitico, Donald Trump ha dichiarato di aver annullato gli attacchi pianificati contro l’Iran, ipotizzando un’intesa sullo Stretto di Hormuz. La distensione, unita all’aumento dell’offerta OPEC+, ha innescato un forte calo del petrolio. Il greggio WTI segna un -5,76% e il Brent un -4,88%, pur restando molto positivi da inizio anno. Il calo del greggio allenta in teoria le pressioni sui prezzi e cambia la bilancia delle attese di un rialzo dei tassi Fed a settembre.
Bitcoin sotto quota 63.000, le crypto restano in rosso

Il comparto crypto resta in rosso, in netta contrapposizione con l’azionario americano. Bitcoin segna un -1,07% e scivola a 62.929 USDT, mentre Ethereum cede un -1,44% a 1.859 USDT. Luglio è stato positivo ma i primi giorni di agosto sono negativi a conferma di una statistica storica negativa. Sul piano annuale il bilancio resta pesante, con Bitcoin a -28,24% ed Ethereum a -37,47% da gennaio. Deboli anche Ripple, Solana e Cardano, tutte in calo e profondamente negative nel 2026.
Dal lavoro Usa alle trimestrali di Palantir e AMD
La settimana entra nel vivo sul fronte macro, con l’attenzione concentrata sul mercato del lavoro americano. Oggi è atteso l’ISM manifatturiero, mercoledì tocca ad ADP e ISM servizi, mentre giovedì arrivano i sussidi settimanali. Il piatto forte è venerdì, con i payroll di luglio stimati tra 83.000 e 91.000 nuovi occupati e disoccupazione al 4,3%.
Sul fronte societario la stagione trimestrale è intensa, con Palantir che riporta stasera e AMD, SpaceX e Caterpillar attese martedì. Mercoledì tocca a SanDisk, Disney, Uber ed Eli Lilly, mentre giovedì chiudono Datadog e Lyft.
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