L’appuntamento più importante della settimana che si apre tra poche ore sarà la riunione del FOMC negli Stati Uniti. È la riunione che decide sui tassi di interesse negli Stati Uniti e sarà la prima presieduta dal nuovo presidente Kevin Warsh. La decisione è scontata: Fed non si muoverà con i tassi e aspetterà la prossima tornata per prendere, eventualmente, delle decisioni. La riunione però sarà importante, sia per capire come sono schierati i membri del FOMC, sia per comprendere l’outlook per i prossimi mesi.
Federal Reserve mantiene ancora dei tassi di interesse sensibilmente più alti che in Europa. Il giorno precedente, il 16 giugno, sarà invece Bank of Japan a decidere sui tassi di interesse. Anche qui la decisione, che è però di rialzo, sembrerebbe essere scontata. Potrebbe però essere l’aspetto più problematico di una settimana che sarà densa di eventi.
Bank of Japan: rialzo dei tassi, carry trade e paure dei mercati
Bank of Japan, la banca centrale del Paese del Sol Levante, confermerà un rialzo dei tassi di interesse dello 0,25%. È una decisione scontata – che nessuno si sente più di mettere in dubbio – e che avrà però delle conseguenze sui mercati. O meglio, potrebbe certamente averne.

I tassi arriveranno all’1,00%, con l’ultimo rialzo che è stato deciso nel meeting di dicembre 2025. Torneranno paure per la compressione del carry trade – che avevamo già analizzato qui in relazione al rialzo di dicembre. Le preoccupazioni sono probabilmente eccessive e legate più a certi sensazionalismi dei social che a pericoli concreti.
Il rialzo, almeno questa volta, non è a sorpresa e non dovrebbe sortire, a meno di clamorosi stravolgimenti, effetti considerevoli.
USA: il 17 giugno tassi fermi. Conterà però altro
Situazione diversa negli Stati Uniti. Sarà una riunione che i mercati anticipano come priva di decisioni. Federal Reserve lascerà i tassi di riferimento invariati, prendendosi probabilmente tempo (e in attesa di ulteriori dati) prima di un eventuale aumento.
L’incontro di mercoledì 17 giugno sarà però importante per altre questioni. Sarà infatti la prima riunione con Kevin Warsh come presidente di Fed – con una frattura consistente all’interno del FOMC tra membri del board (più dovish) e rappresentanti delle sedi locali di Fed (più hawkish).
Kevin Warsh è stato nominato da Donald Trump e i mercati si aspettano che, nei limiti del possibile, dia seguito alle richieste del presidente. Rimane però aperta la questione del supporto del FOMC: per far passare eventuali tagli futuri servirà uno zoccolo duro importante, che dovrebbe anche ignorare dati economici che chiamerebbero a maggiore prudenza.
Più dell’appuntamento delle 20:00, che vedrà la pubblicazione della decisione, sarà importante la conferenza stampa delle 20:30, che vedrà Kevin Warsh rispondere alle domande dei giornalisti.
Sarà interessante per un doppio motivo: capiremo di più della traiettoria che Kevin Warsh cercherà di imprimere a Fed e anche delle prospettive di politica monetaria per i prossimi mesi.
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