Chainlink prosegue nella sua storica missione di collegare dati del mondo reale e infrastrutture on-chain, creando un ponte sempre più diretto tra finanza tradizionale e DeFi. Il progetto non è nuovo a stringere partnership con altri progetti dell’industria – essendo praticamente l’oracolo di riferimento per tutti i protocolli decentralizzati – ma questa volta a stringergli la mano c’è Coinbase, realtà che vanta un’impronta più istituzionale rispetto a tutti gli altri operatori.
La collaborazione, senza troppi giri di parole, permetterà di portare i dati premium dell’exchange all’interno del comparto blockchain. Questi comprendono informazioni relative agli order book, ai mercati dei perpetual futures e ai futures tradizionali. Tutti dati che saranno trasmessi in tempo reale grazie al bridge DataLink, servizio tra l’altro già integrato anche da alcuni dei principali operatori della finanza tradizionale, come S&P Global e FTSE Russell.
Coinbase nel mondo on-chain con Chainlink: cosa cambia per la DeFi?
In realtà, il fatto di rendere certe informazioni disponibili e leggibili nel linguaggio on-chain, non è una novità nel senso stretto del termine per Chainlink. Già altri exchange e servizi di trading infatti forniscono questi dati all’oracolo, il quale li rende poi utilizzabili dai protocolli DeFi per gestire operazioni in cui serve un feed di prezzi affidabile.
Oltretutto, spesso il feed arriva come dato aggregato tra tante fonti di prezzo, dunque aggiungere l’order book di Coinbase alla lista – almeno da questo punto di vista – non rappresenta una vera e propria rivoluzione.
Ciò che invece cambia, e che rende di fatto la partnership importantissima, riguarda la possibilità di ottenere dati on-chain provenienti dalla gamma Coinbase International Exchange e Coinbase Derivatives Exchange. Dati che si riferiscono a miliardi di volume di trading negoziato, e che provengono da mercati a forte presenza istituzionale, popolati anche e soprattutto da operatori di spessore, tra i quali i provider degli ETF crypto.

Ricordiamo che Coinbase rappresenta il secondo maggiore exchange per volume di trading spot, e che più di recente ha integrato perps basati su azioni e materie prime. Questi prodotti, a tal proposito, dato il forte interesse registrato tra i crypto investitori, potrebbero diventare una fonte sempre più rilevante per la generazione di dati destinati all’ecosistema on-chain.
Nuova fonte di revenue per Coinbase?
Un’altra questione, probabilmente non secondaria, che si apre dalla collaborazione con Chainlink, riguarda la possibilità per Coinbase di iniziare a monetizzare i propri dati di mercato, aprendosi così ad una nuova potenziale fonte di revenue. Secondo quanto emerso dal blog post di Chainlink, l’exchange starebbe puntando ad espandersi fino a diventare un prime broker completo, in grado di fungere da benchmark di riferimento per il mondo crypto a livello istituzionale.
In tal senso, le sue informazioni relative a order book, trading futures, e scambi su derivati, azioni e materie prime, diventerebbero un bene monetizzabile sul mercato secondario, risultando fondamentali per il funzionamento di protocolli DeFi sempre più complessi.
Proprio su questi temi è intervenuto Liz Martin, vicepresidente di Coinbase Markets, che in comunicato stampa ha affermato quanto segue:
I nostri benchmark consentono agli sviluppatori DeFi e TradFi di creare applicazioni on-chain più solide per derivati, asset tokenizzati e altro ancora.
Detto ciò, non sappiamo quanto effettivamente questa potenziale fonte di ricavi potrà incidere sulla redditività complessiva della piattaforma. Verosimilmente, vista la diversificazione delle entrate di Coinbase e questi nuovi casi d’uso limitati alla sfera della DeFi, è probabile che il contributo sia limitato. Ne sapremo di più alle prossime trimestrali.
Per Chainlink la partnership con Coinbase è una buona notizia?
Assolutamente sì. La notizia rafforza ulteriormente il ruolo di Chainlink come infrastruttura chiave per la trasmissione di dati on-chain, e rende i suoi servizi sempre più dotati di uno sfondo istituzionale. Fino a poco tempo fa l’oracolo lavorava principalmente su informazioni interne al mondo crypto e sul collegamento – tramite i trasferimenti CCIP o altre fonti di stream – tra diverse blockchain.
Ora invece, grazie al nuovo servizio DataLink – già integrato da diversi operatori TradFi – il raggio d’azione si espande, fino a portare l’intera Wall Street nel mondo DeFi. Per questo motivo vedremo sempre più protocolli DeFi integrare feed su equities, FX, commodities e derivati, rendendo disponibili on-chain informazioni strutturate che fino ad ora vivevano su un mondo slegato da quello delle criptovalute.

Quanto impatta la news sul prezzo di $LINK?
In realtà, almeno per ora, poco o nulla. Nelle ultime 24 ore $LINK è in ribasso del -2,98%, con un prezzo che rimane incastrato da ormai diverse settimane all’interno del range 8$-10$. Tutte le notizie relative alle collaborazioni di Chainlink in genere non scatenano un impatto sulle quotazioni del proprio token, pur essendo chiaramente positive e da leggere in ottica ottimistica per il progetto.
Questo perché, come spesso ripetiamo su questo giornale, token e protocollo sono due entità a sé stanti, che non sempre (o meglio, raramente) risultano connesse. Ergo se la piattaforma cresce, non è detto che debba farlo obbligatoriamente anche la relativa moneta nativa, proprio per il fatto che non c’è una relazione economica che giustifichi questo passaggio.
L’outlook on-chain per il token di Chainlink: accumulazione in corso?
Al di là di quanto la collaborazione con Coinbase possa incidere nel breve periodo sulle quotazioni, notiamo comunque qualche movimento interessante sul mercato di $LINK. Secondo quanto riportato questa mattina da Santiment, nell’ultimo periodo è cresciuta la quota di wallet che detengono almeno 1.000 $LINK in portafoglio, toccando il valore più alto dal 4 dicembre a 25.420 unità.
Questo ci fa capire come mentre i prezzi del token di Chainlink siano rimasti compressi da inizio febbraio, c’è stato qualche investitore che ne ha approfittato per accumulare la criptovaluta e potenziare le sue detenzioni.
Da un punto di vista più ampio, l’outlook sembra ancora debole per $LINK. Le quotazioni rimangono ancora al di sotto del realized price, che si trova in questo momento a $12,2, mentre l’indicatore SOPR mostra un atteggiamento ancora diffidente da parte del mercato, con monete che vengono scambiate in condizioni di perdita da ormai 5 mesi.
Per ritrovare fiducia e riprendere la corsa al rialzo, sarà innanzitutto fondamentale tornare sopra il livello del costo aggregato degli holders, e riportare contestualmente il mercato in condizioni di profitto diffuse e continuative.
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