I mercati sono talvolta bizzarri. E mentre il giovedì possono premiare per un motivo, venerdì per lo stesso identico motivo possono punire un titolo e affossarlo. È la storia di Marathon, gruppo che si occupa di mining e che aveva anche un ambizioso piano di accumulo di Bitcoin da comprare a mercato. È lo stesso gruppo che in settimana ha annunciato di aver venduto 15.133 Bitcoin, con i mercati che, all’annuncio, hanno passato il pomeriggio a spellarsi le mani. Venerdì però altro giro altra corsa: il titolo ha bruciato tutti i gain, chiudendo la settimana a -6,64%.
Tradimento al mondo Bitcoin e conto presentato dagli investitori attivisti? Forse esageriamo il ruolo che può giocare lo zoccolo duro di bitcoiner che storicamente ha provato a premiare le aziende idealmente vicine a Bitcoin. Anche perché se quel gruppo valesse qualcosa, non avremmo assistito a catastrofi ben peggiori di quella del titolo $MARA. Basti guardare, per chi non crede, all’andamento delle azioni $MSTR di Michael Saylor.
Marathon: hai sbagliato?
Gli appassionati di Bitcoin, benché fedeli alla matematica, non mancano certo di sentimentalismo. Hanno vissuto con un certo disappunto la notizia della vendita di 15.133 Bitcoin da parte di Marathon, società che si occupa di mining Bitcoin e che aveva accumulato centinaia di miliardi di $BTC comprandoli a mercato.
Sui social si passa dal semplice disappunto agli insulti al management, nonostante il CEO del gruppo sarà presente anche alla più importante conferenza su Bitcoin.

Il punto è separare però, ancora una volta, i calcoli dal cuore. Marathon ha venduto Bitcoin – ad un prezzo relativamente basso rispetto a quello medio di breve periodo – per riacquistare a mercato delle note, che poi erano debito, che cambiavano all’8% circa sotto la parità. In altre parole un modo per restituire debito indirettamente, pagando meno. Il resto – poco in realtà – del miliardo e rotti incassati dalla vendita di Bitcoin saranno destinati allo sviluppo dei progetti AI (datacenter) del gruppo. Chiunque abbia minimamente contezza dell’aritmetica di base non può che avere lo stesso giudizio: è stata una mossa finanziariamente corretta, per quanto si potrebbe pagare poi in termini di fiducia sul lungo periodo.
I bitcoiner, tra qualche settimana, mese o anno, potrebbero ritirare il loro supporto all’azienda. E dunque liberarla anche dello zoccolo duro di investitori irrazionali che però danno una mano quando il gioco si fa duro. I dirigenti di $MARA avranno fatto di questi calcoli e avranno deliberato di far morire Sansone con tutti i filistei. Ora che c’è bear market e che i bitcoiner sembrano essere assaliti dallo sconforto, meglio liberarsene. Soprattutto se contestualmente ci si libera di un debito importante a prezzo scontato.
Ok, ma allora perché i mercati…
I miner, così come altre aziende crypto, vengono sempre puniti quando Bitcoin e crypto sono in ritirata. Questo – ed è la cosa più bizzarra – avviene anche quando in realtà queste aziende si sono un po’ sganciate da certe logiche del mercato crypto.
Volete degli esempi? Brutte prestazioni per $COIN, che pur guadagna non solo dall’andamento delle crypto, ma dai volumi, dalle stablecoin e da servizi agli istituzionali. Circle $CRCL, che è in crescita costante (cosa che vuol dire crescita costante anche dei ricavi), paga come se fosse un’azienda che investe in crypto.
La verità è che il grosso dei mercati non ha ancora capito granché di queste aziende. Noi le studiamo tutti i giorni sul canale Telegram VIP di Criptovaluta.it®, canale al quale puoi accedere ora, passando dal link, anche per sette giorni gratuitamente (e senza carta). Forse questi chiari di luna si trasformeranno, nel tempo, nelle migliori occasioni possibili.
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