Non è in generale un buon momento per Bitcoin sotto l’aspetto dei volumi di trading, scesi in modo evidente dal top di ottobre 2025, sia sul versante spot che su quello dei perpetual futures. C’è però un dato molto interessante – che riguarda la composizione dei volumi crypto – che cambia completamente la lettura del mercato e aggiunge un dettaglio cruciale su cosa sta realmente muovendo il prezzo oggi.
I dati Coinglass ci aiutano a fare chiarezza su questo punto, evidenziando come negli ultimi anni sia cambiata la struttura che sorregge le negoziazioni su Bitcoin. Oggi rispetto al biennio 2020/2021 – che in tanti ricorderanno come un periodo straordinario per il settore – ci sono molti più volumi perpetual in gioco, così come molta più leva che influenza la direzione delle quotazioni.
I perpetual futures più forti dello spot: cosa controlla il prezzo di Bitcoin?
Come in qualsiasi mercato esistente, anche su quello di Bitcoin il prezzo lo fa ovviamente il rapporto tra domanda e offerta. Più precisamente, lo fa il modo con cui i volumi taker erodono l’orderbook su entrambi i lati della chart, determinando di volta in volta il livello a cui bid e ask si incontrano e accettano lo scambio.
Ad ogni modo, questa dinamica è influenzata da diversi fattori che incidono sulla profondità e sull’efficienza del mercato, come la presenza di liquidità reale, l’attività dei market maker, la struttura del book e, più semplicemente, la composizione dei volumi di trading.
Volumi che possono girare più o meno sullo spot, ossia sul mercato in cui si negozia l’asset sottostante, oppure sui perpetual, strumenti derivati che permettono di esporsi al prezzo di Bitcoin utilizzando la leva.
E analizzare come varia il rapporto tra volumi spot e perpetuals è fondamentale proprio perché ci spiega dove gli investitori stanno concentrando più attività e dove si sta contribuendo maggiormente alla formazione del prezzo. In questo momento siamo su uno dei livelli più alti degli ultimi anni, con un ratio fortemente sbilanciato a favore degli strumenti in leva.

Cos’è quello spike verde a destra? È il rapporto tra volumi spot e perpetual della coppia BTC/USDT su Binance, che è esploso a metà marzo al punteggio di 24. Detta in altre parole, gli scambi futures sono stati oltre venti volte superiori rispetto a quelli spot.
Dinamica che sembrerebbe essere limitata solo ad un’eccezionale settimana di trading, ma che mostra comunque uno sbilanciamento importante, già di per sé elevato e in crescita costante negli ultimi anni.
Quali metriche guardare in un mercato Bitcoin così influenzato dalla leva?
Secondo le trimestrali sui volumi crypto pubblicate da Coinglass, riferite al primo trimestre 2026, nel complesso si sono registrati volumi spot per 1.940 miliardi di dollari mentre sui futures siamo arrivati a 18.630 miliardi circa. Capite bene che in uno squilibrio del genere, guardare solamente l’orderbook del mercato spot non è un buon modo per riuscire a farsi un’idea di dove siano diretti i prezzi di Bitcoin.
Invece, sarebbe molto più interessante concentrarsi su alcune metriche che riguardano direttamente il mercato dei perpetual futures, come ad esempio:
- Open interest: ossia la somma dei contratti futures aperti in un determinato momento. Più l’OI sale, più vuol dire che c’è qualcuno che sta prendendo posizioni. Da tenere sotto controllo eventuali divergenze con i volumi e la spinta dei prezzi spot, poiché potrebbero segnalare eventuali bull trap o movimenti sostenuti da poca domanda reale.
- Funding rate: ovvero il tasso di finanziamento che viene scambiato periodicamente tra long e short nei contratti perpetual. Ci dà un’idea di quale sia la direzione del mercato più affollata. Storicamente i funding rate eccessivi su Bitcoin – in positivo sopra lo 0,05% o in ampio territorio negativo – evidenziano uno sbilanciamento che potrebbe essere presto riassorbito.
- CVD: anche detto Cumulative Volume Delta, è una metrica che ci mostra chi sta aggredendo il book con più intensità, se compratori o venditori. Può essere utile paragonare il CVD dei perpetual con quello delle borse spot, per vedere se si presentano particolari divergenze.
- Liquidazioni: rappresentano le chiusure forzate delle posizioni a leva quando il margine non è più sufficiente a sostenere il trade. Picchi di liquidazioni, soprattutto in condizioni come quella attuale dove dominano i volumi perps, ci possono dare una grossa mano a capire dove il prezzo sta accelerando.
Cosa serve a Bitcoin in questo momento?
Ci sono diversi indicatori che possono aiutarci a capire dove si sta muovendo Bitcoin e quando potrebbe verificarsi la fine del ciclo ribassista. Uno di questi è l’aumento dei volumi spot, che hanno sofferto più dei volumi perpetual da inizio 2026 e registrano attualmente i valori di scambio più bassi dell’ultimo bull market.
Una reazione sul fronte spot aiuterebbe a rendere meno dominante la leva e a dare più importanza al capitale reale che entra sul mercato. Questo chiaramente senza eccedere nel frattempo con livelli di esposizione perpetual troppo elevati.
Poi, un altro aspetto da monitorare è la crescita dei DEX rispetto ai CEX. Un aumento dei volumi on-chain potrebbe infatti contribuire a riportare il prezzo su dinamiche più legate agli scambi reali, riducendo il peso delle posizioni a leva. Al momento i CEX controllano ancora la maggior parte dei volumi, ma la loro quota di mercato è in calo rispetto al passato, grazie soprattutto al successo di competitor come Hyperliquid.
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