I mercati azionari e crypto ieri 9 aprile hanno avuto una giornata di consolidamento dopo il rally relativo alla tregua di due settimane tra USA e Iran. Gli indici USA sono rimasti contrastati, mentre l’Europa ha registrato cali ancora per le tensioni sullo Stretto di Hormuz. Le crypto si sono mosse in ordine sparso, con Bitcoin che ha chiuso a +1,01% mentre Ethereum invariato a +0,10%.
Consolidamento per crypto e indici azionari
La prima decade di aprile sta vedendo un rialzo generalizzato del settore crypto, con la maggior parte dei token in positivo.

In allegato riportiamo una panoramica della Top 20 da inizio mese, dove spicca il rialzo di Zcash arrivato a +46,50%, di cui potete leggere la recente analisi sulle privacy coin in questo articolo. Segue a distanza poi Hyperliquid con un +12%, che resta in assoluto il miglior token da inizio 2026 con un rialzo che tocca il +66,50%. A cascata poi seguono Canton, Sui e Bitcoin con un +5,50%. In negativo restano Stellar con un -8% e poi Bitcoin Cash e Binance Coin.
Panoramica degli indici americani
Riportiamo la panoramica degli indici americani dove si può osservare come i prezzi siano ampiamente sopra le rispettive aree di resistenza fondamentali, evidenziate con le trendline rosse. Tutti e tre hanno anche superato le relative SMA 50.

Allo stato attuale, in questa situazione di conflitto geopolitico, l’S&P 500 dista circa un 2,60% dal suo ATH, mentre il Nasdaq necessita di una crescita di quasi il 5% rispetto al suo ATH di ottobre 2025 a 26.399 punti. Ieri il settore tecnologico ha avuto un rallentamento. In particolare ha fatto notizia il calo di Palantir (PLTR), circa un -13% in due giorni, a causa dello short nuovamente lanciato da Michael Burry, l’iconico trader che individuò la crisi dei mutui subprime. Nella live di ieri sera di Gianluca Grossi è stata approfondita anche questa news.
Prezzo del petrolio sotto i 100 dollari
L’andamento del prezzo del petrolio resta stabile sotto i 100 dollari. Oggi nelle contrattazioni notturne il future del WTI si attesta a 98,30 dollari al barile, mentre il Brent a 96 dollari al barile. Ovviamente il contesto resta incerto, con gli operatori attenti agli sviluppi di una riapertura almeno parziale dello Stretto di Hormuz, perché al momento non si registrano incrementi di passaggi di petroliere.

L’unico dato rilevante di ieri è stato il passaggio della petroliera MSG prima non iraniana, dopo il cessate il fuoco, battente bandiera del Gabon, che ha pagato una gabella di 2 milioni di dollari, si presume.
Scenario tecnico di Bitcoin
I mercati crypto in questa fase sono, come i mercati azionari, dipendenti dalle notizie sullo Stretto di Hormuz. Osservando il grafico di Bitcoin (BTC) si può vedere come adesso sia in una fase di consolidamento dopo il rally di tre giorni fa sull’annuncio della tregua.

Attualmente BTC quota 71.950 USDT e al momento di questa stesura registra un +0,22%. Dal punto di vista grafico è riuscito a chiudere da due giorni sopra la resistenza dei 70.500 USDT e adesso ha come obiettivo l’arrivo verso il livello di 74.500 USDT, che corrisponde al 38,2% dei ritracciamenti di Fibonacci del vettore che va dal massimo annuale al minimo. Da dieci giorni sta registrando una serie di massimi e minimi crescenti, pertanto siamo all’interno di un leg rialzista di breve termine. Anche ieri è stato registrato un nuovo massimo.
I livelli chiave di BTC
Sul lato corto il primo supporto passa in area 69.980 USDT, mentre il supporto principale è a 69.000 USDT dove interseca anche la SMA 50. L’indicatore RSI è orientato al rialzo, però non è ancora entrato in ipercomprato, che ci indica sia forza sia ancora spazio di crescita.
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