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Ethereum ETH divergenza prezzo fondamentali

Ethereum: segnale bullish nei fondamentali: cresce attività on-chain, il prezzo seguirà?

Ethereum ed ETH non viaggiano più di pari passo. Almeno finché certe metriche non torneranno ad allinearsi.
Ethereum ETH divergenza prezzo fondamentali

La blockchain di Ethereum continua a vivere uno dei paradossi più evidenti, e allo stesso tempo più sottovalutati, dell’intero spazio crypto. Il suo network viaggia su ottime metriche on-chain e registra una forte adozione in tanti reparti come il numero di transazioni, il volume di scambio in stablecoin, la dimensione del mercato del lending, la capitalizzazione degli asset RWA e ancora molto altro. Eppure, il prezzo di ETH non sembra incorporare i fondamentali della rete.

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Si dice che il mercato, prima o poi, sconti tutte le inefficienze. Sarebbe dunque lecito aspettarsi che in un futuro non troppo lontano il token Ether possa prendersi ciò che si merita sul campo, andando finalmente ad accontentare i desideri bullish dei suoi token holders. Sarebbe tutto ancora nella norma, se non fosse che questa divergenza tra prezzo e fondamentali va avanti già da parecchio tempo. Si è rotto forse qualcosa nelle logiche che attribuiscono valore ad Ethereum?

Ethereum: numero dei trasferimenti vicino ai massimi 

Mentre il prezzo di ETH si trova ancora a un drawdown più profondo del -50% dal proprio ATH, l’attività sulla chain continua a crescere a vista d’occhio. Di recente il network ha sfiorato la rottura dei massimi storici nella metrica del numero di transazioni ospitate, andando a registrare un valore di ben 1,3 milioni di tx, calcolato secondo una media a 7 giorni.

Si tratta di un record già raggiunto a metà febbraio, preceduto da un forte aumento delle transazioni di rete ad inizio anno, durante il quale Ethereum ha praticamente raddoppiato la frequenza dei trasferimenti on-chain. Il dato è oltretutto superiore sia a quello osservato durante il boom del 2018, quando la rete Ethereum operava al massimo del suo splendore, sia durante il top del ciclo rialzista del 2021, quando il TVL della chain superava i $100 miliardi di capitale custodito. 

Purtroppo però i prezzi del token nativo della chain non rispecchiano questa espansione, e restano relegati in un terreno di incertezza in cui fattori macro e tensioni geopolitiche continuano a pesare più dei fondamentali della rete.

Trasferimenti blockchain di Ethereum
Numero di trasferimenti su rete EthereumFonte dati: https://studio.glassnode.com

Gli indirizzi attivi della blockchain di Ethereum

Anche per quanto riguarda gli indirizzi attivi su Ethereum, la situazione appare molto simile. A metà febbraio si sono registrati nuovi massimi nel numero di indirizzi che interagiscono quotidianamente con l’ecosistema, con oltre 800.000 account segnalati dai dati Glassnode.

Al momento la metrica è in fase di contrazione da quel periodo, ma rimane comunque su livelli mediamente più elevati rispetto a quasi tutto lo storico di Ethereum, segno di un’adozione on-chain che continua a consolidarsi nel tempo. Anche qui, da inizio anno c’è stato un boom dell’attività, senza tuttavia sfociare in un comportamento a rialzo di ETH.

Indirizzi attiviti Ethereum blockchain
Numero di indirizzi attivi rete EthereumFonte dati: https://studio.glassnode.com

Potremmo continuare a lungo a elencare indicatori in cui Ethereum mostra segnali di forza e una crescita concreta dell’utilizzo. Esistono tanti settori in cui la rete non ha eguali e comparti che crescono più velocemente di quanto possiamo immaginare, ma questo non aiuta a comprendere il motivo della divergenza nei fondamentali.

Il problema – se così lo vogliamo chiamare – è che probabilmente il mercato ha iniziato a prezzare in modo diverso le varie metriche, dando più importanza alle logiche economico-finanziarie piuttosto che a quelle relative alla semplice adozione.

Ethereum: cosa manca al network per sbloccare il prezzo di ETH?


Ci sono in realtà diversi aspetti in cui la rete Ethereum mostra segnali meno brillanti rispetto a quelli evidenziati poco fa. Uno di questi è ad esempio il volume delle transazioni on-chain, che rimane sostanzialmente molto basso nonostante un numero elevato di interazioni. Questo è un primo dato che spiega come gran parte dell’attività sia composta da movimenti di valore relativamente basso, che non portano grossi guadagni alla chain.

E tutto ciò si collega al punto fondamentale di questa analisi, ossia che il problema più grande di Ethereum – nonché quello che impedisce ad ETH di crescere come in passato – riguarda la redditività della piattaforma. La metrica della cosiddetta “chain revenue” è ai minimi con appena $51.000 di entrate nelle ultime 24 ore. Nulla in confronto ai $2,5 milioni che incassano i protocolli attivi sulla stessa Ethereum.

Pensate che al picco del 2021 la rete registrava addirittura più di $50 milioni di revenue in un solo giorno, circa 1.000 volte in più di quanto realizza al momento. E a quanto pare, sembra che il mercato abbia iniziato a premiare sempre di più la capacità di un protocollo di generare valore economico reale, piuttosto che altre metriche di carattere non economico.

Chain revenue Ethereum
Revenue giornaliere rete EthereumFonte dati: https://defillama.com

Perché le revenue di Ethereum sono scese?

Il fatto che Ethereum produca molti meno ricavi rispetto al passato non significa che sia meno presente in DeFi o che occupi una posizione meno dominante. Il punto è che è scesa la domanda di blockspace, ossia la domanda con cui gli investitori chiedono alla rete di includere le proprie transazioni prima di altre.

Manca in un certo senso l’urgenza del voler imprimere le proprie tx sulla chain ed eseguire l’operazione, cosa che negli scorsi anni aveva portato picchi di congestione scomodi per tanti utenti, ma anche tante revenue all’infrastruttura. È infatti dal costo del gas – attualmente ai minimi di sempre – che si determina quanto una transazione sia costosa da effettuare, e quanto Ethereum riesca a generare entrate dalla propria attività.

Prezzo mediano del gas su Ethereum
Prezzo mediano del gas su rete EthereumFonte dati: https://studio.glassnode.com

Un compromesso per scalare di più in futuro

Tutto questo discorso ci porta a riflettere su un trade off davvero curioso che riguarda il modo in cui Ethereum si sta muovendo e posizionando per il futuro. Da un lato la Foundation ha cercato in tutti i modi negli ultimi 4-5 anni di abbassare i rischi di congestione del network, puntando sullo sviluppo dei tanto discussi layer-2 (che hanno spostato fuori dal L1 molta attività) e sul potenziamento della scalabilità interna tramite aumento del gas limit e altri improvement tecnici.

Dall’altro lato però – come abbiamo spiegato – il network guadagna proprio dalla congestione e dal caos che si crea quando l’esecuzione di una transazione richiede fees da centinaia di dollari. Sembra quasi un paradosso e una mossa controproducente quella del team di Ethereum che continua a lavorare assiduamente sulla scalabilità.

Eppure, questa è proprio una scelta mirata che rientra nel cosiddetto piano di austerità avanzato da Vitalik Buterin. In questa fase Ethereum investe e sacrifica parte dei suoi capitali per creare i presupposti per un futuro migliore.

Questo implica anche lasciare sul piatto generose fees, per preferire uno sviluppo di un’infrastruttura più scalabile che sia in grado di gestire nei prossimi anni volumi di attività molto più elevati senza incorrere nei colli di bottiglia del passato. Si parla di una scalabilità che salirà a 10M TP/S e di tanti altri obiettivi ambiziosi.

Intanto, ciò di cui nessuno parla oggi – ma che in passato è stato oggetto di tante critiche su Ethereum – è che al momento eseguire uno swap sulla mainnet costa appena 7 centesimi di dollaro. Un risultato impensabile fino a pochi anni fa.

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