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Ministro francese: “Abbiamo bisogno di più stablecoin sull’euro”

Dalla Francia arrivano importanti aperture per il settore. Parla il ministro delle finanze.
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Il rapporto tra Francia e stablecoin è da tempo assai particolare. È a Parigi infatti che ha sede Circle – la più grande emittente regolata in Europa nell’ambito stable, ed è sempre in Francia che esiste il più credibile progetto bancario di gestione e emissione di una stablecoin, che è quello di Société Générale. È la stessa Francia però che, tramite la sua banca centrale, ha chiesto regole più restrittive all’interno del MiCA. Ed è la stessa Francia il cui ministro delle finanze ora chiama tutti a raccolta intorno al settore.

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A parlare è infatti Roland Lescure, che afferma che l’Europa avrà bisogno di più stablecoin ancorate all’euro, benedicendo al contempo anche Qivalis, il consorzio di dodici banche europee che sta per lanciare la sua stablecoin. Consorzio del quale fanno parte anche le italiane Banca Sella e UniCredit.

In realtà c’è una piccola magagna

Tutti gli appassionati di criptovalute si sono spellati le mani, con una standing ovation in direzione del ministro francese. Tuttavia, come sempre o quasi accade nella politica europea, le cose sono più complicate di così.

Lescure ha infatti anche parlato di necessità di esplorare i cosiddetti depositi tokenizzati, ovvero una variante di stablecoin che sarebbe più facile da inserire nel contesto delle banche commerciali. In quel caso infatti i token rappresenterebbero dei depositi già presenti all’interno della banca, eliminando così anche il pericolo di fuga dei capitali.

Francia bifronte

La situazione in Francia rimane comunque schizofrenica. Se il Ministro delle Finanze spinge per più stablecoin, Villeroy de Galhau, governatore della banca centrale, è pienamente allineato al coro che parte da BCE e che ammorba le orecchie dei cittadini con la necessità e l’impellenza dell’euro digitale.

Una situazione che in realtà ricorda anche quella italiana: il futuro presidente di Consob si è detto più volte aperto alle stablecoin, ma sia Bankitalia, sia i nostri rappresentanti in seno a BCE sono tra i più attivi sostenitori dell’arrivo dell’euro digitale.

È un’Europa con tante anime sul tema. Che è un po’ come non averne nessuna. Altrove si procede con maggiore convinzione alla scoperta di quanto questo settore potrebbe offrire. Da noi le voci sono tante, il cero si consuma, la processione non cammina e come in tutte quelle situazioni dove troppi galli cantano, finisce per non farsi mai giorno.

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