Federico Freni sarà, a meno di clamorosi imprevisti, il prossimo presidente di CONSOB, l’authority di vigilanza sui mercati della Repubblica Italiana. Il nome di Freni era già circolato per il post Savona, salvo poi uscire di scena per l’opposizione di Forza Italia. Ora, dicono nei corridoi, l’accordo ci sarebbe e la principale authority finanziaria italiana potrà avere di nuovo un presidente.
Gli appassionati di criptovalute avranno di che essere contenti: le posizioni pubbliche dell’On. Freni sono certamente più aperte nei confronti del comparto rispetto al predecessore Paolo Savona. Si passerà dalla piramide di bit a chi pubblicamente ha affermato di vedere di buon occhio le stablecoin – e anche di pensare a una tokenizzazione del debito pubblico italiano.
Cosa cambia per le criptovalute e Bitcoin in Italia?
In primo luogo bisognerà attendere la nomina. In secondo luogo bisognerà valutare i rapporti di potere interni all’agenzia, dove continueranno a operare persone che non hanno mai fatto mistero della loro ostilità a tutto ciò che viaggia su blockchain.
Ad ogni modo avremo un nuovo presidente, che in passato ha lanciato messaggi forse non di amore, ma comunque di chiara apertura al comparto.
Quando nel 2024 si evitò il passaggio al 42% di tassazione delle plusvalenze sulle crypto, Freni ebbe a festeggiare pubblicamente. Ma non è l’unica esternazione pubblica sul settore del futuro presidente di Consob.
Freni ha pubblicato il 1° novembre 2024 un editoriale a difesa del settore:
Maneggiare con cura. Evitare effetti collaterali. Acquisire, in ultima istanza, una giusta consapevolezza e dunque agire con responsabilità. […] Le cripto-attività sono, dunque, humus fertile per il nostro sistema produttivo. Generano crescita e opportunità di lavoro.
Citando in quel caso l’esempio della vicina Svizzera.
Ancora però – sulle stablecoin e la tokenizzazione. Si dichiarò ad esempio a favore dell’esperimento di Bancomat nel settore:
Il lancio di Eur-bank – una stablecoin ancorata all’euro – da parte di Bancomat, va salutato con grande favore: il carattere fortemente innovativo del progetto garantirà nuovi servizi […]
E ancora sulla tokenizzazione, qui:
E se la chiave di volta fosse una stablecoin di sistema, che metta insieme operatori nazionali […] E che magari possa ambire in prospettiva a farsi interprete di una progressiva tokenizzazione del debito.
Il debito è quello italiano, corposo a sufficienza da inondare di liquidità un qualunque protocollo DeFi, anche il più trafficato.
Per quanto alle dichiarazioni da pre-presidente dovranno seguire fatti da presidente, è indubbio che il salto dall’era Savona ci sia stato. Per il meglio, almeno per chi si interessa di queste tecnologie. Commissari premettendo.
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