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Russia: ok a pagamenti crypto per aggirare sanzioni. La Duma vota a favore e dichiara che…

Ok per pagamenti transnazionali: obiettivo dichiarato dal parlamento è di avere un nuovo canale.
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Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa TASS, la Duma avrebbe approvato in prima lettura una legge sulle criptovalute. Lo scopo dichiarato è quello di offrire maggiori tutele e garanzie agli investitori, che però non potranno pagare legalmente in Bitcoin e crypto. Questo dentro i confini della Russia, perché per i pagamenti verso l’estero, la legge contiene un’importante eccezione.

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Eccezione che permetterà alle aziende russe di ricevere e inviare pagamenti in criptovalute. L’apertura, scrive la stessa TASS, è stata decisa al fine di permettere alle società russe di aggirare le sanzioni.

Parla Panesh

TASS riporta le dichiarazioni di Kaplan Push, parlamentare russo e vice della commissione su Bilancio e Tasse, che ha dichiarato:

Abbiamo una valuta nazionale, il rublo, e rimane l’unico mezzo di pagamento a corso legale. Per il commercio estero faremo un’eccezione. Questo permetterà alle compagnie russe di ricevere e effettuare pagamenti con controparti estere in criptovalute, bypassando così le restrizioni dovute alle sanzioni. In effetti, stiamo creando un mezzo legale per i pagamenti transnazionali.

Per il resto la legge è rimasta quella che avevamo già avuto modo di commentare su queste pagine. Distinzione tra investitori professionali (che possono avere accesso completo al mercato crypto) e investitori non professionali, che dovranno sottostare a importanti limitazioni sia in termini di accesso che di volumi di scambio massimi.

Panesh però si dice soddisfatto, perché per la prima volta la Russia sarà dotata di una legge che stabilisce confini chiari per il mercato crypto e che permette anche scambi ora legali. Si esce dunque da una zona grigia, seppur con enormi restrizioni per gli investitori retail.

Entrata in vigore il 1° luglio 2026

A meno di ripensamenti, la legge dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1° luglio. Nonostante ciò, diverse società di analisi del mondo crypto ritengono che società russe stiano già operando commercialmente effettuando e ricevendo pagamenti in criptovalute.

In aggiunta, A7A5, stablecoin legata al rublo, vale già 480 milioni di dollari di capitalizzazione di mercato, superando anche la principale stablecoin legata all’euro, che è EURC, che si ferma invece a 430 milioni di dollari.

Segnale che tali tecnologie non hanno certamente aspettato l’ok della Duma prima di diventare rifugio per aziende che hanno – per via delle sanzioni – enormi difficoltà a pagare e farsi pagare da operatori esteri.

La dichiarazione di Panesh scatenerà il solito giro di polemiche, che punteranno il dito sul mondo crypto e sull’infrastruttura che offre anche a chi è colpito da sanzioni.

Sarebbe però un po’ come prendersela con chi ha inventato il protocollo TCP/IP perché internet permette, anche ai russi, di comunicare.

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