BIS, quella che volgarmente è chiamata la banca centrale delle banche centrali, ha pubblicato un report indicando diverse problematicità di quanto viene offerto dagli exchange, anche quando collegati ai protocolli DeFi. Il focus è sui prodotti earn e su quelli ad alto rendimento. E viene tirato in ballo, di nuovo, quanto accaduto con Celsius e FTX.
Il punto centrale di BIS sarebbe quello di spingere per una regolamentazione degli exchange uguale a quella bancaria. Una possibile regolamentazione stringente soprattutto dei protocolli di rendimento, dei servizi di prestito senza collaterale e di tanto altro che – soprattutto fuori dall’Europa, ormai gli exchange offrono.
Cosa c’è dietro gli alti rendimenti?
BIS prova a fare chiarezza, chiaramente dall’angolo della finanza tradizionale:
Ciò che sembrano prodotti di risparmio ad alto rendimento, sono in realtà prestiti senza collaterale a shadow bank con regolazione minima.
Il punto è che quanto offrono gli exchange sarebbe, almeno dal punto di vista di BIS, qualcosa di molto simile a prodotti bancari, i quali però non solo sono ampiamente regolati, ma sono sottoposti anche a limiti e supervisione. Cose che invece nel mondo crypto mancherebbe quasi completamente. Vengono tirati in ballo, inoltre, i casi di FTX e Celsius, in realtà molto diversi tra loro, con la seconda che forse è più consona per il discorso che BIS ha provato ad affrontare.
Una questione interessante, con una soluzione però abbastanza comica. Perché sono diversi gli exchange che, anche in Europa, avrebbero avuto più che interesse a ottenere licenza bancaria, cosa che gli è stata sempre negata, in malo modo, per un comparto (quello bancario) che vive di oligopolio legale.
Si può percorrere la strada della regolamentazione in stile banche per gli exchange? Probabilmente sì, soprattutto negli USA e in Europa, in Giappone e in altre giurisdizioni più articolate. Tuttavia è chiaro che gli exchange sottoposti a questi oneri chiederanno di avere anche gli onori collegati.
Torneremo nei prossimi giorni sul paper di BIS, molto interessante in altri punti anche perché riguarda l’offerta di derivati e di altri prodotti tipicamente finanziari, anche qui con una regolamentazione che BIS trova troppo soft.
Avrà anche ragione, ma il discorso va preso anche da un angolo alternativo a quello di BIS. Cosa che faremo, ancora una volta, su questo giornale.
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