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Ripple, Chainlink, Uniswap e Coinbase scrivono al Senato USA: ora il mondo crypto rischia tutto

Arriva la lettera per tentare il tutto per tutto. Manca ormai poco all'ora X.
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Siamo arrivati alle lettere. Lo stallo totale per il Clarity Act ha imposto a diversi dei principali attori del mondo crypto di intervenire, prendere carta e penna e scrivere ai senatori direttamente coinvolti nella discussione. A farlo, oltre al Crypto Council for Innovation e alla Blockchain Association, sono anche Coinbase, Chainlink, Ripple, Kraken, Circle, Uniswap, Andreessen Horowitz, OKX, Block e Paradigm. Sarà un evento bullish?

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La lettera è chiara: alla leadership politica degli USA si chiede di fare un passo avanti (e un passo indietro al tempo stesso) per permettere agli USA di dotarsi di leggi chiare per il comparto crypto. Destinatari della lettera Tim Scott (repubblicano), Elizabeth Warren (democratica, anti-crypto), Cynthia Lummis (repubblicana, pro-crypto) e Ruben Gallego (democratico).

Con rispetto, è ora di andare avanti

Il contenuto della lettera può essere facilmente riassunto in questa parte:

Con una legislazione sulla quale si è ragionato, il Congresso ha l’opportunità di estendere la propria leadership sulla prossima generazione di tecnologia finanziaria.

Il punto i nostri lettori ormai dovrebbero conoscerlo: il Clarity Act, la legge che dovrà governare il mercato crypto negli Stati Uniti, si è fermato già in commissione, con richieste delle banche che gli exchange ritengono irricevibili e viceversa.

Una situazione di stallo che è esacerbata anche dalle personalità politiche coinvolte nel processo di approvazione. Da un lato ci sono hooligan del mondo crypto come la senatrice Cynthia Lummis, dall’altro quella Elizabeth Warren che si è auto-dichiarata a capo della crociata anti crypto già qualche anno fa.

Servirà a qualcosa questa lettera?

Certamente mostra un settore crypto piuttosto compatto, cosa che non capita di frequente. Abbiamo infatti, come firmatari della lettera, le principali associazioni di categoria e la firma diretta di Ripple, di Coinbase, ma anche di Chainlink e di Uniswap, protocollo decentralizzato che rappresenta – almeno in questo frangente, tra i pochi di livello istituzionale che sono in grado di interagire con la politica.

Un’unità che non era scontata: più volte durante le trattative il mondo crypto si è mostrato spaccato, in particolare sulla questione rendimenti stablecoin, una delle questioni che hanno creato il maggiore attrito tra banche ed exchange.

Di peso politico gli operatori che hanno firmato la lettera ne hanno in abbondanza. In aggiunta, con l’avvicinarsi delle elezioni, tutti dovranno girare con il cappello in mano a caccia di donazioni. Il mondo crypto, in questo senso, è molto ben organizzato. E potrebbe far valere i propri milioni e il proprio peso politico proprio in questo frangente.

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