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Bitcoin: la sofferenza è (quasi) finita: questa metrica on-chain lo conferma

Gli holders di Bitcoin hanno già venduto abbastanza durante gli ultimi mesi. Il bear market potrebbero essere ormai agli sgoccioli.
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Bitcoin è in netto recupero dal bottom di febbraio, con i prezzi che continuano ad attaccare le resistenze sui grafici, e con diversi indicatori on-chain che mostrano come il peggio sia ormai alle spalle. Si stanno creando le condizioni affinché il mercato possa proseguire questa fase rialzista, e potenzialmente tornare in bull market. 

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In particolare, c’è una metrica molto importante – offerta dalla società Glassnode – che evidenzia un sentiment decisamente più rilassato degli investitori rispetto a poche settimane fa. Parliamo del “Relative Unrealized Loss”, uno strumento estremamente utile per misurare il livello di sofferenza in cui si trovano gli holders, e da cui possiamo estrapolare possibili reazioni della price action di BTC.

Il punto di partenza

Il ritmo con cui si muove Bitcoin nei diversi cicli di mercato è strettamente legato alle condizioni di profitto e di perdita degli investitori. In genere quando troppi detentori si trovano con posizioni in forte gain, i prezzi tendono a scontare l’entusiasmo e iniziano a scendere mano a mano che gli operatori fanno take profit.

Quando invece ci sono perdite eccessive su tutte le coorti di holders, succede lo scenario opposto, ossia i prezzi tornano a salire mentre il mercato si ricostruisce e le monete iniziano a passare dagli speculatori alle mani più forti.

Detta così può sembrare un’interpretazione troppo semplicista e scontata di come si muove un asset come Bitcoin, ma abbiamo in realtà anche precisi livelli da analizzare che si ripetono negli anni, e che possono fornire dettagli molto interessanti su dove sia probabilmente diretta la criptovaluta.

La metrica del Relative Unrealized Loss su Bitcoin

Questa chart misura quanto gli holders di Bitcoin siano in sofferenza ai prezzi attuali di mercato. Il calcolo è molto semplice: si prendono tutte le monete il cui prezzo di acquisto (prezzo dell’ultimo movimento on-chain) è superiore al prezzo attuale di mercato, quindi sostanzialmente tutte le posizioni che si trovano in perdita non ancora realizzata.

Il valore complessivo viene poi aggregato – escludendo indirizzi riconducibili a exchange e altre fonti di rumore – e rapportato alla capitalizzazione di mercato di Bitcoin. Ciò che ne esce fuori è un valore relativo che mostra quanta porzione degli investitori sia effettivamente in perdita in un determinato momento.

La logica è simile a quella dell’indicatore più basilare dell’Unrealized Loss, dove però la normalizzazione dei dati in base alla market cap fornisce un quadro più realistico e bilanciato della situazione, evitando che la crescita progressiva dell’asset produca distorsioni nei dati. 

Ebbene, come possiamo vedere dal grafico, ogni bottom di Bitcoin nelle fasi storiche di bear market è coinciso con un’accelerazione significativa di questa metrica, che tende a raggiungere i suoi picchi proprio nei momenti di massima pressione ribassista sui prezzi. In particolare, si è arrivati ai minimi locali di ogni ciclo con valori che hanno superato il punteggio di 0,6.

Perdite non realizzate relative holders Bitcoin
Bitcoin, perdite non realizzate relativeFonte dati: https://studio.glassnode.com

Le perdite non realizzate su Bitcoin in questo momento

I più attenti si saranno accorti come, a ogni ciclo, questa metrica tenda a muoversi in modo meno estremo, ossia raggiungendo di volta in volta livelli leggermente più bassi di perdite relative non realizzate. Questo accade perché con l’aumentare della capitalizzazione di mercato di Bitcoin diventa più difficile spostare i prezzi, e di conseguenza diventa meno probabile che i sell-off portino a valori di sofferenza paragonabili a quelli degli anni precedenti.

Non è un caso che i drawdown storici di Bitcoin rispetto agli ATH siano progressivamente meno profondi a ogni bear market. Tralasciando il 2015 e il 2018, dove più o meno siamo rimasti sugli stessi livelli (coerentemente alle perdite non realizzate relative), la traiettoria è in compressione.

Discese di prezzo storiche di Bitcoin dal proprio ATH
Drawdown storici di Bitcoin dagli ATHFonte dati: https://studio.glassnode.com

Tornando a noi: Bitcoin durante il bottom di febbraio 2026, in cui i prezzi hanno toccato i 60.000$, è arrivato a un livello di perdite non realizzate relative pari a 0,25. Un livello che se paragonato agli scorsi cicli risulta ancora troppo contenuto – e che richiederebbe un’ulteriore capitolazione per riportare la metrica su valori coerenti con il passato.

Tuttavia, è altrettanto possibile che questo sia definitivamente il punteggio più elevato che toccheremo da qui in avanti, proprio per il fatto che Bitcoin è maturato rispetto agli scorsi anni e si sta muovendo con una volatilità realizzata ai minimi.

Da notare soprattutto come da febbraio in poi la metrica abbia già perso gran parte del movimento accumulato, arrivando a segnare un livello attuale di 0,09. Questo alimenta la tesi secondo cui la fase di maggiore sofferenza su Bitcoin si sia già conclusa.

Perdite non realizzate Bitcoin nell'ultimo ciclo
Perdite non realizzate nell’ultimo cicloFonte dati: https://studio.glassnode.com

Cosa guardare da qui in avanti su Bitcoin?

Come appena detto, il peggio potrebbe essere alle spalle, ma ciò non impedisce a Bitcoin di invertire rotta nel breve periodo e portare a un nuovo aumento della metrica. Per ripartire ufficialmente in bull market, servirebbe che i prezzi aumentino affinché l’indicatore possa scendere al punteggio di 0,05, dove in genere si è tornati a delle condizioni speculative più sane, precedendo un recupero del mercato rialzista.

D’altro canto, un ulteriore sell-off innescato da nuove tensioni geopolitiche potrebbe mettere in difficoltà gli holders di Bitcoin per qualche settimana, portando potenzialmente a una capitolazione e ad un avanzamento della metrica fino ad oltre il punteggio di 0,25. 

Il momento è oggettivamente molto caldo, e in base a come si comporterà la criptovaluta nelle prossime sessioni, si potrebbe decidere il futuro dei prossimi mesi. Un segnale rilevante per i tori potrebbe essere quello del recupero della zona degli 85.000$, dove si concentra una base di costo aggregata molto ampia dell’offerta di Bitcoin. 

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