Quella che ci aspetta sarà una settimana terribile. Avremo infatti ben tre banche centrali a decidere dei loro tassi. Sono le tre banche centrali più importanti del mondo. Ciascuna di queste decisioni avrà impatti enormi sui mercati. Azioni, commodities, bond, ma anche criptovalute e Bitcoin. In questa guida troverai una spiegazione passo per passo dei contesti, delle attese e delle possibili conseguenze.
Le tre banche centrali (Bank of Japan, BCE, Fed) partono da tre contesti molto diversi e sembrerebbero pronte ad andare in direzioni diverse. Due, tra le altre cose, devono preoccuparsi sensibilmente di più di quanto sta accadendo a Hormuz.
28 aprile, decide Bank of Japan
I giornali e gli analisti si occupano troppo poco del Giappone rispetto alla sua effettiva rilevanza nel mondo finanziario globale.
| Banca Centrale | Tasso attuale | Decisione attesa | Rischi |
|---|---|---|---|
| Bank of Japan | 0,75% | Nessun cambio, ma discorso hawkish da parte del governatore Kazuo Ueda. | Inflazione in Giappone corre (Core sopra il 2%). Fiscalità espansiva da parte del governo |
La situazione che Bank of Japan si trova ad affrontare è di quelle assai particolari. Il paese arriva da anni di tassi addirittura negativi, utilizzati per stimolare una crescita pressoché assente. Da qualche tempo, Bank of Japan sta tentando di normalizzare le decisioni di politica monetaria, con rialzi però che non possono essere troppo repentini.

I rialzi repentini di Bank of Japan avrebbero infatti due effetti: il primo è di compressione di una crescita interna ancora latente. Il secondo è di sconquasso enorme sui mercati finanziari.
Altra questione: l’attuale governo giapponese è stato confermato alle urne su un programma spendi e spandi, che causa ulteriori pressioni inflazionistiche e ulteriori difficoltà per Kazuo Ueda e più in generale per i membri votanti del consesso di Bank of Japan.
Ancora: lo yen è molto debole, anche per il differenziale tra i tassi giapponesi e quelli degli altri paesi e delle altre economie.
- Cosa ci si aspetta?
Le aspettative dei mercati sono per una non-decisione. Kazuo Ueda lascerà i tassi invariati allo 0,75%, ma cercherà al tempo stesso di sfruttare il cosiddetto effetto annuncio. In conferenza stampa comunicherà di essere pronto ad alzare i tassi in futuro, sperando che i mercati intendano la lezione. Non è detto che funzionerà.
- A cosa guardare?
Allo yen. È pericolosamente vicino alla soglia 1:160 contro il dollaro USA. È la soglia ritenuta di intervento. Se i tassi rimarranno fermi, c’è la possibilità che assisteremo a interventi (già minacciati) da parte del Ministero delle Finanze.

- Hormuz
Lo yen debole e la situazione di Hormuz impattano in modo significativo sull’inflazione giapponese di breve periodo. Più a lungo si protrarrà il blocco, maggiori saranno le conseguenze sui prezzi in Giappone. L’aspetto più preoccupante per Tokyo è che costi alti dell’energia operano sia sui prezzi (al rialzo), sia sull’attività economica (al ribasso).
29 aprile, decide Federal Reserve
Il 29 aprile, il giorno successivo, sarà invece il turno di Federal Reserve. La banca centrale degli Stati Uniti dovrà decidere in un contesto di inflazione che non accenna a diminuire.
| Banca Centrale | Tasso attuale | Decisione attesa | Rischi |
|---|---|---|---|
| Federal Reserve | 3,50%-3,75% | Nessun cambio, ma attesa per il discorso di Powell, che parteciperà per l’ultima volta | Meno dall’energia. Powell fiducioso su impatto di breve. |
Le conseguenze di Hormuz impattano in modo meno decisivo sull’economia USA. Powell, durante le sue apparizioni pubbliche, si è detto relativamente fiducioso sull’impatto di breve periodo di questo tipo di problema.
- Inflazione
Rimane molto elevata. Qui nel grafico riportiamo l’andamento della PCE Core. Ovvero i prezzi ai consumatori, spogliati dei volatili prezzi dell’energia e degli alimentari. Sappiamo – non ne fa d’altronde mistero – che Fed è in realtà guarda a questo dato, in misura maggiore rispetto agli altri indicatori di inflazione.
L’andamento non è stato dei migliori. A causa dei dazi – almeno secondo la lettura di Fed, i prezzi hanno rimbalzato e non hanno continuato nella traiettoria di avvicinamento al target del 2%.
- Sarà l’ultimo FOMC di Powell?
Teoricamente il mandato di Jerome Powell scade già il 15 maggio. Questo dovrebbe essere pertanto l’ultimo FOMC al quale parteciperà l’attuale presidente di Federal Reserve.
Dovrebbe succedergli Kevin Warsh, con la sua nomina che dovrebbe arrivare a breve – dato che si è superato anche l’ultimo ostacolo, quello della causa contro Powell imbastita dal Dipartimento di Giustizia.
Le parole di Powell conteranno dunque il giusto: è dopotutto un presidente in uscita e al massimo sarà interessante seguire i pareri riportati degli altri membri del FOMC, che invece rimarranno in carica. La grafica qui dovrebbe agevolarvi la comprensione del futuro del FOMC in questo senso.
- Tassi ancora molto alti
La differenza sostanziale con le altre due banche centrali è che Fed è ancora su livelli piuttosto alti con i tassi di interesse e ha teoricamente ancora spazio per tagliare.
Le principali banche d’affari ritengono ancora possibile avere due tagli nel corso del 2026. Non saranno effettuati però il 29 aprile, quando Federal Reserve sarà chiamata a decidere.
30 aprile: decide anche BCE
Sarà interessante, almeno per capire l’aria che tira in una banca centrale che vede i suoi membri più importanti in disaccordo su quasi tutto. I debiti pubblici fuori taglia rendono ogni ragionamento sul rialzo dei tassi molto preoccupante, in particolare in Francia e in Italia.
| Banca Centrale | Tasso attuale | Decisione attesa | Rischi |
|---|---|---|---|
| BCE | 2,00% sui depositi | No cambi ai tassi. Attesa però apertura hawkish/rialzista per giugno. | Energia è un grosso grattacapo, che offre una buona sponda ai falchi, ovvero a coloro che vogliono alzare i tassi. |
- Cosa aspettarsi dalla riunione
Nessun rialzo dei tassi di interesse, che nella speranza che la situazione a Hormuz rientri, saranno eventualmente rimandati a giugno. I mercati durante marzo hanno prezzato fino a 2 rialzi dei tassi nel corso del 2026, in controtendenza rispetto al cammino di Fed. Se dovessimo però tenere conto del punto di partenza di Federal Reserve e di quello di BCE, si finirebbe sugli stessi tassi.

- Importanti le parole di Lagarde
Saranno molto importanti le parole di Christine Lagarde, che è invischiata anche in un momento politicamente difficile. Tre delle grandi economie dell’Unione – Italia, Francia e Spagna – sembrerebbero preferire un atteggiamento più morbido da parte di BCE. La Germania ha storicamente un atteggiamento più hawkish. Sul tema si è espresso anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, che ha parlato con toni di grande apprensione su eventuali rialzi dei tassi da parte di BCE.
- Questione energia
A fare la differenza saranno, anche in questo caso, i prezzi energetici. Gli intendimenti, per ovvi motivi, sono molto diversi da quelli di Federal Reserve.
Cosa preferirebbero i mercati?
In generale preferirebbero degli atteggiamenti molto più tranquilli da parte delle banche centrali, ovvero non hawkish, neanche in termini di annunci.
La buona notizia è che dagli USA difficilmente potranno arrivare cattive notizie. Nell’ordine, il più importante degli avvenimenti sarà quello di Tokyo, quando i mercati potrebbero reagire in modo piuttosto violento a parole eventualmente troppo dure da parte di Kazuo Ueda.
Seguiremo questi eventi anche sul nostro Canale Telegram, che rimane il canale dove puoi aggiornarti in tempo reale su tutti i principali eventi che riguardano i mercati, tradizionali e non.
- Mercati da seguire:
BOND: risentono per ovvi motivi (e soprattutto sulle medie e lunghe scadenze) delle aspettative sui tassi.
AZIONI: anche queste preferirebbero, per il proseguimento della corsa, delle banche centrali più mansuete e meno disposte a lanciare messaggi che indicano rialzi a breve. I principali indici azionari hanno avuto delle performance molto positive, anche durante la guerra tra USA e Iran. Per continuare la corsa, avrebbero bisogno di qualche rassicurazione da parte delle tre banche centrali di cui sopra.
BITCOIN E CRYPTO: seguono in genere, durante questo tipo di eventi, il mercato azionario.
Nell’ordine comunque più importanti le parole di Ueda, seguite da quelle di Lagarde. A meno di clamorose sorprese, i mercati non dovrebbero prestare grande attenzione a Powell, che ricordiamo essere in uscita.
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