Giro di acquisti milionari oggi a Wall Street. Sono almeno tre le società che sono scese in campo mettendo all’opera parte del piano che si sono prefissate da tempo. Di Strategy abbiamo già parlato, rimangono però da analizzare gli acquisti di Bitmine, nel mondo di Ethereum, e di Strive – che tra le società DAT quella che più da vicino segue le orme di Saylor.
Bitmine ha compiuto un acquisto record: ha portato a casa 101.901 $ETH, per quello che è l’acquisto più importante dal 15 dicembre 2025. Strive, nel suo piccolo, ha invece aggiunto 789 Bitcoin alla sua cassa, arrivando a 14.557. Anche se si tratta di acquisti di dimensioni ridotte rispetto a quelle dei due grandi gruppi che abbiamo citato poco sopra, si tratta di acquisti significativi perché Strive ha molte somiglianze con la strategia impostata da Saylor.
Strive: anche qui le preferred
Strive offre delle azioni preferred molto simili a $STRC di Strategy. Si possono acquistare e pagano un dividendo molto elevato (il 13% al momento). Quando le azioni sono vicine al prezzo di 100$ (che è quello storico di emissione), il gruppo può emetterne di più per accumulare capitali e acquistare ancora $BTC.
Il gruppo, per quanto di dimensioni certamente più ridotte rispetto a Strategy, sta comunque continuando l’implementazione di una strategia complessa, con costi del capitale non risibili (paga appunto già il 13%, contro l’11,5% di Strategy), dimostrando però al tempo stesso come probabilmente ci sia spazio per altri prodotti di questo tipo.
- La scommessa
Sia Strategy che Strive puntano su un modello matematico semplice: si può pagare un interesse elevato, perché Bitcoin mediamente offrirà dei rendimenti maggiori. E dunque, almeno dal punto di vista di queste due società, vi è spazio per operazioni di questo tipo. Almeno fino a quando i mercati lo consentiranno, continuando ad offrire loro capitali.
Bitmine continua invece ad acquistare con capitale proprio
La strategia di Bitmine, che oggi ha portato a casa altri 101.901 ETH è invece diversa, e se vogliamo più attiva. Bitmine ha infatti un’importante quantità di capitali a disposizione, che alloca periodicamente (in genere su base settimanale) per acquisti discrezionali per quantità.
Il gruppo inoltre compra quasi sempre OTC e con accordi 1 a 1, anche con la Ethereum Foundation, che proprio la scorsa settimana aveva annunciato la vendita di 10.000 ETH proprio a Bitmine.
La differenza è anche nel tipo di asset che si mette in cassa: Bitmine può infatti contare su $ETH che offre dei rendimenti tramite staking. Strive e Strategy invece devono fare i conti con un asset, Bitcoin, che in quel senso è inerte. Non produce ritorni e non cresce… da solo.
La cosa non sembra interessare granché Saylor, che anche oggi ha portato a casa un acquisto milionario.
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