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Crypto Chainlink LINK Wall Street boom

Volumi CCIP a +260% dopo l’incidente su Aave: le balene scelgono Chainlink per la sicurezza

Ottimi dati per il network Chainlink e per il suo token LINK, nonostante il momento non sia dei migliori per i prezzi.
Crypto Chainlink LINK Wall Street boom

Chainlink sta registrando un forte aumento della domanda di trasferimenti cross-chain, con molti utenti che ora prediligono il protocollo CCIP per muovere i propri crypto asset da una rete all’altra. Sembra che l’oracolo abbia tratto vantaggio dall’hack di Kelp DAO e dal successivo contagio di collaterali tossici in rsETH su Aave, viste soprattutto le critiche che circolano contro il competitor LayerZero – responsabile dell’infrastruttura utilizzata per il bridge dove è avvenuto l’exploit.

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In realtà, la fuga di capitali dal mondo DeFi ha colpito anche Chainlink, che ha visto scendere in modo significativo il valore complessivo degli asset protetti dai suoi oracoli (TVS). Allo stesso tempo però l’uso dei trasferimenti CCIP è letteralmente esploso, così come l’interesse delle whale verso il token LINK, secondo quanto emerge dagli ultimi dati on-chain.

L’ultima settimana di negoziazioni si è rivelata la più ricca e intensa da inizio 2026 per Chainlink, con i volumi generati dal protocollo CCIP in crescita di oltre il +260% su base settimanale. Nel mezzo del caos generato durante l’hack di Kelp DAO, oltre 1,3 miliardi di dollari sono transitati attraverso il sistema di scambio cross-chain, che ad oggi appare come uno dei più conosciuti e sicuri del settore.

I token più movimentati includono GHO (stablecoin di Aave), rsETH, syrupUSDC, WETH e diversi altri asset sintetici e wrapped, utilizzati in larga parte per chiudere strategie di looping a leva e ridurre l’esposizione al rischio nel pieno dello stress.

Il dato complessivo rimane di gran lunga minore rispetto a quanto registrato durante il boom dei trasferimenti CCIP di ottobre 2025, ma rappresenta comunque il risultato più alto degli ultimi mesi. Risultato che è stato prontamente festeggiato dal team di Chainlink, che con l’ultima ondata di scambi cross-chain è arrivata a processare un volume cumulativo di oltre 19 miliardi di dollari.

Settimana record per volumi CCIP di Chainlink

Secondo quanto riportato dal sito di analisi on-chain Santiment – oltre al record del CCIP – la scorsa settimana è stata anche la migliore per Chainlink in termini di accumulazione sul proprio token nativo. Il 25 aprile, in una sola sessione, si è registrato il deflusso netto maggiore dell’anno all’interno degli exchange centralizzati di criptovalute.

Parliamo di outflow di ben 970.430 LINK, pari a un controvalore di 8,9 milioni di dollari secondo le quotazioni attuali della moneta. Si tratta del numero più elevato osservato a partire dal 2 dicembre 2025, pochi giorni prima dello sbarco di Chainlink a Wall Street.

Questa attività, sebbene sia poco rilevante se messa a confronto con i volumi di trading,  denota comunque un possibile aumento dell’interesse speculativo verso la criptovaluta. In genere, grandi outflow dagli exchange vengono associati a fasi di accumulo da parte di investitori e balene, con le monete rimosse dai mercati che contribuiscono a ridurre la potenziale pressione di vendita.

Outflow LINK da exchange crypto
Deflussi netti giornalieri del token LINK da exchangeFonte dati: https://x.com/santimentfeed

LINK è reduce da un mese positivo per i prezzi, con un guadagno del +8,6%, ma risulta ancora in pesante downtrend dal massimo locale di agosto 2025. Pesa molto l’aumento della supply circolante del token, cresciuta di +70 milioni di LINK da giugno 2025, assieme a una limitata utilità all’interno del network (se non per pagare alcuni servizi di Chainlink).

Flussi oltreoceano positivi, ma poco significativi

Da notare anche come gli investimenti oltreoceano che arrivano dagli ETF spot LINK siano stati complessivamente sempre positivi in tutti e 5 mesi dal lancio dei primi fondi a Wall Street. Il mese di aprile si sta per chiudere a circa 13 milioni di inflow, contribuendo a portare il Net Asset Value a 105 milioni di dollari.

I numeri degli ETF su Chainlink sono ancora modesti, soprattutto se rapportati a quanto registrato da altri fondi basati su BTC, ETH, XRP e SOL. Ad ogni modo, tra tutte le altre altcoin che hanno un prodotto quotato di questo tipo, LINK è quella che registra i flussi cumulativi più elevati ed è anche l’unica ad aver segnato, nella scorsa settimana, il più alto afflusso giornaliero dell’anno in una singola sessione di negoziazione.

LINK spot ETF USA
Inflow ETF spot LINKFonte dati: https://sosovalue.com

Uno dei maggiori problemi attuali della price action di LINK riguarda il fatto che gli holders stanno scambiando l’asset complessivamente al di sotto del proprio prezzo medio di carico. Lo capiamo dall’indicatore SOPR, che su una media a 14 giorni evidenzia una stagnazione al di sotto del punto di breakdown, con una condizione di debolezza che persiste sin da novembre 2025.

Da notare infatti, come tutte le volte che il SOPR sia sceso sotto al punto 1, il movimento è stato accompagnato da una discesa dei prezzi, mentre alla rottura rialzista del livello c’è stato sempre un rally positivo per le quotazioni dell’asset.

Purtroppo, molti investitori hanno acquistato grandi quantità di LINK nei mesi precedenti a prezzi compresi tra i $14 e  i $16 – come visibile dalla metrica del Cost Basis Distribution – ed ora risultano in fase di perdita non realizzata. Questa situazione non è particolarmente incoraggiante perché rafforza potenzialmente la pressione di vendita ad ogni tentativo di rialzo, con gli holders che ne approfittano per tagliare le perdite.

SOPR indicatore on-chain Chainlink
Metrica SOPR ChainlinkFonte dati: https://studio.glassnode.com

Detto ciò, nelle ultime settimane la situazione sembra essersi quantomeno stabilizzata: i prezzi stanno riposando dopo il calo del primo trimestre e nel frattempo molte monete stanno cambiando proprietario, passando gradualmente dagli speculatori agli holders più convinti mano a mano che si realizzano perdite.

Per ritornare al clima rialzista della scorsa estate, servirebbe che il token di Chainlink vada innanzitutto a recuperare la zona di prezzo dei $14-$16, magari accompagnata anche da un aumento dei volumi di trading e dell’open interest sulle piazze perpetual.

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