Elon Musk è tornato a parlare di criptovalute. Lo ha fatto in un contesto particolare: in questi giorni si sta tenendo il processo tra Musk e OpenAI, compagnia che si occupa di intelligenza artificiale, che ha fondato e che poi ha visto abbandonare lo status di no-profit. All’interno del processo c’è stato spazio anche per parlare di criptovalute – e il parere espresso dal tycoon delle auto elettriche è stato edificante per qualcuna, meno edificante per altre.
Perché Elon Musk si è trovato a parlare di crypto in un processo che riguarda una società che si occupa di intelligenza artificiale? Perché pare che in un certo momento della vita di OpenAI, sia stata considerata l’idea di emettere un token per finanziarla. Idea poi a quanto pare abbandonata, ma che Sam Altman ha riciclato in Worldcoin.
Cosa ne pensa davvero Elon Musk delle criptovalute?
Non è un giudizio positivo. Ha avuto pochi attimi per spiegarle alla giuria, e non ha trovato modo migliore di esprimersi di questo:
Alcune [criptovalute, N.d.R] hanno dei meriti. Il grosso però sono delle truffe.
È una frase che ha suscitato ilarità e anche rabbia tra gli appassionati, dato che Elon Musk in passato è stato un grande sostenitore di diversi progetti, tra i quali Dogecoin. La storia di Elon Musk nel mondo crypto è lunga, tortuosa, ha previsto anche degli acquisti, la possibilità di spesa in $DOGE per alcuni dei prodotti delle sue aziende e anche una poco fortunata comparsata al Saturday Night Live. Era l’aprile 2021 e quella sceneggiata (che piacque in realtà a pochi) segnò il massimo storico di $DOGE.
Elon Musk e le criptovalute
Le principali aziende di Elon Musk, ovvero Tesla e SpaceX, hanno entrambe dei quantitativi importanti di Bitcoin. Tesla ne ha in cassa ancora 11.509, quelli rimasti dopo una vendita di circa il 75% delle detenzioni.
SpaceX ne ha 8.285 che non sono stati mai venduti. L’impegno sul fronte di Bitcoin è stato pertanto importante, sostenuto – e senza qualche opposizione nel board – sarebbe forse stato di proporzioni ancora più importanti.
C’è anche però una promessa mai mantenuta da Musk: aveva infatti detto che sarebbe tornato ad accettare Bitcoin in pagamento per Tesla quando questo avrebbe superato la percentuale del 50% di energie rinnovabili per il mining. Una soglia superata da tempo, almeno secondo le stime più credibili, ma con Musk che non ha mai riattivato… quanto promesso.
Tutte truffe?
Il solo Coingecko offre i prezzi di 17.499 criptovalute: anche volendo prenderne per buone 200, ne avremmo 17.299 che forse non sono truffe, ma comunque dei meccanismi poco solidi, nati in altre epoche storiche e che attribuirebbero la ragione, almeno aritmetica, a Elon Musk.
Difficile però che Elon Musk ritenga degli scam, delle truffe, anche crypto come Bitcoin e Dogecoin sulle quali ha investito in modo importante.
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