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Ci siamo: la bomba bullish per le crypto arriverà in Senato. Si arrende ultimo oppositore

Ok per il Clarity Act? SI ritira anche l'ultimo senatore "contro". Ora si dovrà discutere, ma sarà corsa contro il tempo.
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Anche il senatore Thom Tillis è pronto a dare il suo ok al Clarity Act, il complesso di leggi che governerà i mercati crypto negli Stati Uniti, e che ha incontrato fino ad oggi diversi ostacoli. Ostacoli importanti, dato che il testo non è stato ancora vagliato dalla commissione competente. Ora però Tillis, lo stesso senatore che si era opposto alla nomina di Kevin Warsh a presidente di Fed, ha dato il via libera. È una buona notizia per le (ancora flebili) speranze di vedere il testo approvato prima delle elezioni di novembre.

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Il senatore Thom Tillis ha detto di ritenere le modifiche al testo – che però il pubblico non ha ancora avuto modo di leggere né di discutere – soddisfacenti. Per i più maliziosi si tratta di una risposta positiva dopo che Tillis ha ottenuto quanto voleva in termini di nomina del nuovo presidente di Fed, ovvero la chiusura di ogni tipo di indagini nei confronti di Jerome Powell da parte del Dipartimento di Giustizia.

Ora si può discutere in commissione

Il testo dovrà seguire il solito iter delle leggi USA: prima una accesa discussione in commissione, dove il Clarity Act dovrà subire il metaforico bombardamento da parte di Elizabeth Warren (da sempre a capo dell’esercito anti-crypto, come essa stessa non ha mai mancato di ricordare) e di altri senatori che non vorrebbero il passaggio di questo complesso di leggi.

Il gruppo di opposizione è in realtà variegato: c’è chi dice no per partito preso, c’è chi dice no anche per tutelare certi interessi delle banche e c’è chi invece lo fa per ostilità al mondo crypto. L’unica opposizione però che teneva il testo lontano dalla discussione in Commissione era quella del senatore Thom Tillis, repubblicano ma ostile a Trump. Lo stesso ha detto che ora si può procedere e che non vi è motivo di rallentare un processo che è andato avanti di molto poco, almeno fino a oggi.

Soluzione ai nodi principali finalmente trovata?

Il nodo principale rimane quello dei rendimenti delle stablecoin. Banche e opposizione li vorrebbero limitare se non eliminare, anche quando a offrirli sono eventualmente gli exchange. Non si tratta però dell’ultimo nodo da sciogliere, perché in realtà c’è altro di cui si dovrà necessariamente discutere in commissione, prima che il testo arrivi al Congresso per essere votato.

Quali responsabilità attribuire agli sviluppatori della DeFi? Quale sarà il ruolo invece delle piattaforme anche nel gestire KYC e AML? Ci saranno tutele per gli sviluppatori? Sono tutte domande alle quali, per ora, sembra davvero difficile rispondere.

Che cos’è il Clarity Act?

Il Clarity Act, una volta approvato, sarà la seconda delle leggi USA per i mercati delle criptovalute. La prima, il Genius Act, si è occupata di regolamentare soltanto le stablecoin, limitandone scopi e applicazioni.

Il Clarity Act ha invece l’ambizioso programma di regolamentare tutto il resto del mercato. E vuole farlo prima delle midterm, le elezioni che rinnoveranno parte del ramo legislativo e che potrebbero vedere i crypto positivi tornare in minoranza.

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