Nuovo CEO, vecchie abitudini. È il primo trimestre di Berkshire Hathaway con Greg Abel come amministratore delegato. Un AD che è stato personalmente indicato da Warren Buffett e che non sembra essersi granché discostato dalle ultime mosse del leggendario investitore. Soprattutto per quanto concerne l’enorme accumulo di cash ormai avviato dalla premiata ditta diversi trimestri fa. Le riserve di liquidità di BH non sono mai state così alte.
397 miliardi di dollari di riserve liquide, con un aumento di 8,1 miliardi di dollari dovuti a ulteriori vendite di azioni che il gruppo aveva acquistato in precedenza. Si tratta di una cifra record che conferma una traiettoria di scetticismo da parte dell’azienda guidata per decenni da Warren Buffett. Una mossa ripetuta che a qualcuno, sui mercati, fa venire i brividi.
Greg Abel: nel segno del padre
Padre, per carità, in senso assai metaforico, ma è chiaro che il primo trimestre di Berkshire Hathaway sotto la guida del nuovo CEO Greg Abel non sia stato molto diverso dalle aspettative. Qualche vendita qui e lì, in un mercato che Berkshire ritiene quasi completamente privo di grandi occasioni, o comunque privo di occasioni tali da portare all’investimento.
Nel frattempo il gruppo però ha anche riacquistato azioni proprie per 234 milioni di dollari, non trovando probabilmente un modo migliore di impiegare le sue enormi quantità di denaro.
Di cosa hanno paura?
Di profezie di sventura non è che ne manchino in questo periodo. Jamie Dimon di JPMorgan ritiene possibile una grande crisi del credito, altri guardano al mercato del credito privato, altri ancora ritengono che il mercato azionario sia fortemente sopravvalutato, come ha fatto qui Paul Tudor Jones.
In realtà Berkshire Hathaway sta facendo fatica da tempo a inserire nel proprio portafoglio aziende che ritiene sottoprezzate anche rispetto a orizzonti di lungo periodo, cosa che ha portato a un costante disimpegno dai mercati azionari, anche su prezzi molto lontani da quelli attuali.
Errore di valutazione? Sono usciti dal mercato troppo presto? Credono che presto verrà giù tutto? In realtà questo tipo di considerazioni è difficilmente applicabile a una realtà come quella di Berkshire Hathaway, che ha sempre fatto degli investimenti oculati il suo stile operativo e che si trova in realtà da anni in un mercato che non rispetta più certe metriche.
Dall’altro, 397 miliardi di dollari non sono esattamente sotto il materasso. Ai tassi attuali possono offrire rendimenti molto interessanti – soprattutto in assenza di importanti alternative, almeno a guardare la cosa dall’angolo di Berkshire.
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