L’Italia è (quasi) tutta schierata a favore dell’euro digitale. L’evento organizzato per la giornata di ieri, martedì 5 maggio, da ABI ha visto gli interventi di Marco Falcone (Forza Italia), Giovanni Crosetto (Fratelli d’Italia), Elisabetta Gualmini (Azione), Irene Tinagli (PD), Pasquale Tridico (Movimento 5 Stelle) e Ignazio Marino (AVS), tutti compatti nel sostenere la bontà dell’iniziativa. E a dare l’ok indiretto all’accelerazione richiesta dal membro del Consiglio Esecutivo di BCE Piero Cipollone.
Tutti compatti – con la Lega che è l’unico partito a mancare all’appello e che dovrebbe rimanere l’unico ostile all’iniziativa. L’Italia, che avrebbe potuto essere ago della bilancia per il no, diventa invece ago di bilancia per il sì. Già dal prossimo anno, almeno secondo i programmi di BCE, sarà avviata una fase di sperimentazione.
Più non risplende il provider americano…
Curiosa la motivazione addotta da Fratelli d’Italia tramite la voce di Giovanni Crosetto afferma la necessità di dotarsi di un sistema di pagamento non solo pubblico, ma che permetta di fare concorrenza al duopolio americano di Visa e Mastercard. Una motivazione che in realtà è perfettamente allineata a quella utilizzata da Piero Cipollone, BCE, nel suo lungo tour per ottenere sostegno all’iniziativa alla quale sta dedicando questa fase della propria carriera.
Sulle stesse note anche Marco Falcone, Forza Italia, partito nato negli anni ’90 anche allo scopo di instillare, nella centralista e statalista mentalità degli italiani un po’ di amore per l’iniziativa privata e la libera impresa. Temi forti per molti partiti di destra a livello globale, ma che ora devono cedere di fronte all’assoluta urgenza di fermare l’avanzata dei sistemi di pagamento a stelle e strisce, che siano di Visa/Mastercard oppure delle emittenti di stablecoin.
E dire che soltanto pochi giorni fa da Banca d’Italia era arrivato l’invito a valutare anche altre soluzioni, in particolare con la possibile tokenizzazione di Sepa.
Difficile aspettarsi invece altro dall’opposizione, che in ogni fase del cammino dell’euro digitale non ha mai proposto alcun tipo di critica.
Si farà, e poi?
E poi vedremo. Il tentativo sarà quello di sostituire o comunque affiancare a Visa e Mastercard un sistema di pagamenti che, per non scontentare nessuno, sarà una sorta di Frankenstein tecnologico. Limiti importanti ai pagamenti e ai bilanci dei privati (per non scontentare le banche), soluzioni anche offline perché magari in montagna il 5G non è ancora arrivato.
Resta poi la sequela di insulti dell’elettorato di destra ai propri rappresentanti, visibili su qualunque piattaforma social. È vero che siamo una società imbruttita, ma è altrettanto vero che il tema della resistenza all’euro digitale era uno di quelli particolarmente sentiti almeno da una parte dell’elettorato di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Ha vinto Piero Cipollone, al quale va dato merito di aver condotto una battaglia politica (curioso, da parte di un membro di BCE, ma it is what it is direbbero gli americani) che ha ribaltato i pronostici. Gli italiani, nel frattempo, dovranno prepararsi a fare spazio all’ennesima App di stato.
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