Gli appassionati di orologi (e di cultura pop) discutono da giorni della possibile collaborazione tra il marchio del lusso Audemars Piguet e Swatch (dai prezzi decisamente più abbordabili). Una storia ancora piena di mistero (per quanto Swatch stia disseminando indizi sui social) e che incrocia collateralmente anche il mondo crypto. Il primo motivo è che già – indirettamente – con SwatchPay si può pagare in crypto. Il secondo è che Audemars Piguet, al contrario di altri grandi marchi del settore, non ha mai accettato pagamenti diretti in crypto. Il terzo è che tra i due mercati c’è una sorta di correlazione.
Ci sarà? Non ci sarà? Sarà preso d’assalto come spesso accade a questi oggetti da collezione ma studiati a tavolino? E, cosa più importante, è vero che il mercato degli orologi anticipa quello crypto e ci permette di uscire prima del picco del ciclo?
Audemars Piguet e Swatch: il matrimonio che replica certe dinamiche crypto?
Vivendo 24/24 il mondo crypto, siamo forse eccessivamente convinti della sua unicità. In realtà i meccanismi che spesso portano certe crypto a quotazioni stellari sono comuni a tutti i mercati, compreso quello degli orologi.

Hype che viene disseminato con comunicazioni mirate e che non rivelano mai troppo. Tutti che vogliono investire i propri capitali nella moda del momento, boom e alla fine, come lo chiamano gli americani, bust – ovvero l’esplosione della bolla dell’hype, della FOMO, della follia collettiva che da sempre governano i mercati nei momenti più concitati.
Ultima in ordine temporale – ma certamente non di importanza – è la fiera dei rumors che riguardano una collaborazione tra Swatch e Audemars Piguet, alimentata con post del primo brand che usano il font storico del secondo. L’appuntamento sarà per il 16 maggio (e dunque manca poco) e la cosa potrebbe interessare anche il mercato crypto, per almeno tre motivi.
Sapete chi alimenta di più il mercato degli orologi di lusso?
Proprio loro, i crypto bro, che durante le fasi di espansione del mercato tendono, in gran numero, a ridirigere i profitti verso asset di status, ovvero quegli asset che dimostrano che ce l’abbiamo finalmente fatta. Gli orologi sono i più visibili, i più riconoscibili e dunque il simbolo perfetto dell’averci preso. Uno dei più importanti indici sul prezzo degli orologi d’altronde sembra una fotografia esatta del vecchio ciclo. Picco verso la fine del 2021, e poi giù a distruggere valore.
La correlazione è così bizzarra che anche Bloomberg le dedicò uno speciale – Il collasso crypto ha inondato il mercato di Rolex e Patek.

Sono gli stessi investitori crypto un tempo ossessionati dai token non fungibili e che amano puntare sulla rarità. Potrebbe essere questo anche il caso del supposto prodotto della collaborazione tra Swatch e Audemars Piguet? Non è detto, anche se il sospetto, dato che di gain da scaricare delle ultime settimane ce ne sono…
Audemars Piguet: mai aperta alle crypto
Diversi marchi storici del lusso al polso avevano aperto al mondo crypto. Tag Heuer ad esempio accetta pagamenti in crypto negli States. Altri si sono spinti al punto tale da creare edizioni speciali per i crypto investitori.
Audemars Piguet invece, nonostante i suoi prodotti siano tra i più apprezzati dagli investitori, non ha mai fatto nulla di tutto questo. Che sia questa l’occasione giusta per ripensarci?
Inoltre Swatch ha attivato da tempo SwatchPay, sistema che permette di integrare alcune carte e pagare direttamente con il proprio orologio. E se dovesse diventare la prossima frontiera dei pagamenti crypto?
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