Ripple, Mastercard, JPMorgan e Ondo: sono quattro i gruppi che hanno partecipato al primo esperimento per il trasferimento di fondi money market (gestiti da Ondo) a livello trans-nazionale, fuori dagli orari di borsa e con tempistiche sotto i cinque secondi. Esperimento andato a buon fine e che lancia anche XRPL nel mondo della tokenizzazione degli asset in collaborazione con le più grandi banche.
La conferma del completamento del test è arrivata da Ondo, che ha segnalato inoltre la partecipazione di JPMorgan con il suo network/blockchain Kinexys, network privato che la banca d’affari utilizza già da tempo per offrire servizi finanziari alla propria clientela.
I dettagli dello scambio
Il trasferimento è avvenuto da Ondo verso il network di Ripple, con Mastercard Multi-Token Network che ha poi girato il tutto a JPMorgan, che via Kinexys ha inviato il saldo in dollari verso un conto di Ripple a Singapore. Il tutto ha impiegato meno di cinque secondi, secondo quanto riporta appunto Ondo.
Collegando l’infrastruttura di una blockchain pubblica con i canali di settlement tra banche, Ondo, Kinexys di JPMorgan, Mastercard e Ripple stanno ponendo le basi per mercati globali 24/7 che non chiudono mai.
Questo è il commento di Ian De Bode, che è presidente di Ondo Finance, una delle società maggiormente attive nel trend della tokenizzazione degli asset finanziari classici. Lo scambio ha coinvolto OUSG, un fondo money market tokenizzato che è tra i più capitalizzati e che rivaleggia direttamente con soluzioni simili offerte già da BlackRock, WisdomTree e Franklin Templeton.
I fondi money market – fondi che investono in bond USA a breve scadenza, repo e reverse repo, sono tra i più utilizzati in questa fase del trend della tokenizzazione, in quanto estremamente liquidi, nonché popolari tra gli investitori istituzionali.
Tra 2026 e 2027 il lancio da parte di tanti big
DTCC si sta muovendo per integrare lo scambio di asset tokenizzati già a partire dal prossimo mese, così come stanno seguendo traiettorie simili anche NYSE e Nasdaq. Negli USA il cammino è piuttosto chiaro: gli asset tokenizzati andranno integrati all’interno dei mercati tradizionali, anche perché in grado di poggiare su infrastrutture più moderne, rapide ed economiche.
Un trend che per ora coinvolge l’Europa soltanto marginalmente. La borsa tedesca ha stretto accordi con exchange come Kraken per cominciare a esplorare lo spazio, mentre le altre rimangono a guardare.
Tenendo conto della maggiore liquidità e rilevanza delle piazze USA, questo ritardo potrebbe causare non pochi problemi di integrazione, mentre gli investitori (anche retail) sceglieranno intermediari anche fuori dall’UE per accedere ai mercati 24/7 e a condizioni potenzialmente più vantaggiose.
Sul fronte delle blockchain, sono in diverse a giocarsela. Ethereum guida ancora mentre Solana, Ripple e Stellar provano a ritagliarsi un posto al sole, nonostante la presenza di diverse chain e progetti maggiormente specializzati.
Sarà probabilmente un mondo multichain anche quello degli asset tokenizzati, tenendo anche conto di soluzioni private come appunto Kinexys di JPMorgan.
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