Le azioni di Hut 8 – storica società attiva nel mining Bitcoin – salgono del 30% dall’apertura delle contrattazioni. A spingere il titolo in alto è un accordo di lease con una società il cui nome è rimasto segreto. Accordo complessivo da 9,8 miliardi di dollari su 15 anni, con aumento automatico del 3% annuo. La delivery è prevista a partire dal terzo trimestre del 2027.
Il lease è di quelli importanti, per un gruppo che è anche coinvolto in attività negli USA con American Bitcoin, società alla quale partecipa anche Eric Trump. Si tratta del primo accordo per Hut 8 che riguarda la sua nuova tecnologia Beacon Point.
Mercati ancora a caccia di spunti tra i miner
Della transazione dei miner di Bitcoin verso l’AI abbiamo parlato già più volte e in anticipo su questa testata. Sono accordi ghiotti per i miner, perché garantiscono un flusso di denaro costante e predeterminato e perché permettono di commercializzare anche energia che non può essere utilizzata per il mining.
Un passaggio epocale – che a qualcuno fa venire i brividi (ci saranno problemi per Bitcoin?) – ma che al tempo stesso è davvero troppo invitante per i miner affinché si pensi anche soltanto di rinunciarvi.
Il data center campus coinvolto è quello di Nueces County, in Texas, per circa 352 MW. Non è chiaro chi ci sia per ora dall’altra parte dell’accordo, dato che Hut 8 ha preferito mantenere questa informazione riservata.
L’infrastruttura sarà utilizzata per l’installazione di macchine che sosterranno training e inference per le intelligenze artificiali.
Questa transazione commercializza la prima struttura del nostro nuovo campus e segna il secondo accordo di lease nel mondo AI per il nostro gruppo. Più importante: dimostra che il nostro modello di sviluppo, che abbina una politica power-first a commercializzazione disciplinata e esecuzione istituzionale, è scalabile e può essere esteso.
Si è espresso così all’interno del comunicato stampa il CEO del gruppo Asher Genoot.
Arriveranno altri accordi?
Sappiamo la domanda che si stanno facendo tutti: conviene essere long sui miner in attesa di nuovi accordi? La sensazione che circola nell’ambiente è che di accordi ce ne saranno tanti altri, almeno fino a quando le società coinvolte nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale avranno capitali da poter impegnare.
Il comparto diventerà sempre più correlato alle spese (per qualcuno folli) del mondo dell’AI. I rischi ci sono tutti (diverse aziende del settore sono molto al di sotto del picco massimo raggiunto nel corso del 2025), di opportunità però ce ne potrebbero essere tante, almeno per le quotate negli USA.
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