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Quando anche Fiorello sfotteva Bitcoin e gli investitori. Oggi però non ride più nessuno

Un tempo anche i comici si prendevano gioco di noi. Ora le cose...
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C’è qualcosa che è cambiato molto nel mondo in cui gli esterni, i normies come li chiamiamo sui social, si approcciano a Bitcoin. Per chi ha vissuto almeno il precedente ciclo di Bitcoin e crypto, la differenza dovrebbe essere lampante: sberleffi a non finire durante la correzione che vide il culmine con il crollo di FTX, ora un po’ meno. Anche se abbiamo toccato livelli di prezzo inferiori del 50% rispetto ai massimi di ottobre, ora in pochi se la sentono di parlare.

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Un esempio su tutti? Durante l’ultimo crollo anche Fiorello, comico di grande popolarità in Italia, si sentì in diritto e in potere di prendersi gioco di chi – se entrato ai massimi – aveva perso quasi l’80% del proprio capitale. Forse in tanti di voi l’hanno dimenticato: noi siamo qui per riproporvelo. Non per portare a processo Fiorello – fuori tempo massimo, ma piuttosto per indicare a tutti quanto sia cambiato il mondo di Bitcoin e quanto, dall’ingresso dei big di Wall Street, sia cambiato anche l’atteggiamento.

Mia nonna li usa per la tombola

La tentazione arrivò da una notizia che parlava di un furto di dati e conseguente richiesta di riscatto in Bitcoin. C’è ancora chi ci crede? Chiedeva Fiorello. E dato il momentaccio di Bitcoin, in quel periodo, in termini di prezzo, non fu come sparare sulla Croce Rossa ma quasi.

Lo sberleffo fu duplice: non solo non avremmo dovuto più “credere” in Bitcoin. Ma avremmo dovuto immaginarci la nonna di Fiorello (l’ha tirata in ballo lui, non noi) che li utilizzava per la tombola.

Segno dei tempi che furono, e che non saranno più. Sul nostro account Instagram pubblichiamo di frequente nella sezione Amarcord attacchi, insulti e battute ai nostri danni e ai danni di tutti gli appassionati. Non perché siamo particolarmente permalosi, ma piuttosto per ricordarci da dove veniamo. E anche dove siamo arrivati.

Perché, dove siamo arrivati?

Siamo arrivati a Wall Street. Non piacerà a tutti, ma oggi comici & co. disposti a prendersi gioco di un asset che vale più di 1.000 miliardi (e sul quale sono arrivati a investire anche quelli delle banche centrali) non se ne trovano più.

Potere del denaro e potere del potere. Quando eravamo quattro scalcagnati, davanti alle difficoltà abbiamo incontrato solo risate, sberleffi e porte chiuse. Oggi che Bitcoin è anche dei suits, come li chiamano gli americani, quelli con la cravatta, la voglia di ridere è sparita. La loro, non la nostra. Perché alla fine di questo meraviglioso viaggio, vada come vada, potremo almeno dire di esserci divertiti. Magari anche di aver pianto, di esserci arrabbiati, di esserci sentiti isolati e quasi matti, ma comunque di aver creduto, amato, giocato e dunque vissuto. Cosa che non sempre si può dire di chi ha una battuta pronta per tutto e per tutti. Tranne quando si tratta – ça va sans dire – dei potenti veri.

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