È stata la sesta settimana di inflow positivi per quanto riguarda gli ETF Bitcoin e crypto a livello globale. Una settimana peggiore delle precedenti, ma che comunque indica almeno 858 milioni di dollari in ingresso, capitale vero che è “uscito” da altrove e che è finito principalmente in Bitcoin, ma anche in altri tipi di asset digitali.
I numeri sono buoni e segnalano un cambiamento di sentiment all’interno del mondo crypto soprattutto tra chi investe tramite i canali istituzionali. Era da tempo che non si vedevano inflow così consistenti per così tante settimane consecutive.
Sei settimane consecutive di inflow
Il meccanismo degli ETF permette di capire in modo forse più chiaro delle piazze classiche Bitcoin e crypto. Quando la domanda è molto superiore all’offerta, ai market maker conviene chiedere la creazione di nuove quote, che pagano. Sono dunque capitali in ingresso effettivi, che offrono una misura più precisa dell’appetito dei mercati per questa categoria di asset.
Si arriva infatti da sei settimane consecutive di inflow, che sono state precedute da una settimana negativa e da quattro altre settimane di inflow. Sembrano comunque lontani i risultati di gennaio, quando il grosso degli ETF continuava a vedere pesanti outflow. Un trend che è cambiato poco dopo i minimi di Bitcoin, il 5 febbraio scorso e che probabilmente ha contribuito al recupero dei prezzi.
Il sentiment degli ETF continua a essere più coordinato con l’andamento del Nasdaq che con l’andamento del mondo crypto, una correlazione che abbiamo pubblicato per la prima volta proprio su questo giornale e che in aggiunta sembrerebbe essere dura a morire. Con i record su record fissati dalle principali borse americane, siamo davanti a una correlazione che dovrebbe, almeno per il momento, piacere agli investitori.
USA imprendibili
Rimane la conferma del fatto che gli USA sono e rimarranno imprendibili. Non solo da quelle parti il prodotto ETF è più apprezzato, ma c’è anche maggiore liquidità e in generale più appetito per gli asset digitali.
Sono arrivati soltanto dagli States circa 40 milioni su Solana, circa 33 milioni su XRP di Ripple e quasi 900 milioni su Bitcoin, nonostante le ultime due giornate della settimana scorsa abbiano indicato fuoriuscite, nel complesso, per 400 milioni di dollari.
In Europa, così come in Canada e in Australia, i numeri rimangono molto meno incoraggianti.
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