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Bitcoin Ethereum Wall Street

L’inflazione spaventa Wall Street: crypto in calo ma segnali dai futures di Bitcoin e Ethereum

I mercati reagiscono all'inflazione sopra le attese. Focus su CLARITY Act e Bitcoin, con segnali di accumulazione istituzionale sui grafici.
Bitcoin Ethereum Wall Street

L’impatto dei dati macroeconomici americani usciti ieri 12 maggio è stato nelle prime ore decisamente negativo, con i futures azionari USA scivolati oltre il -2%. Il mercato ha però recuperato in seconda battuta, con gli indici che hanno chiuso con perdite contenute. La reazione del comparto crypto ha visto Bitcoin chiudere a -1,52%, mentre Ethereum ha lasciato sul terreno il -2,77%. Le principali crypto della top 20 hanno chiuso in ribasso, anche se l’apertura di oggi è in territorio positivo.

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Dati inflazione scuotono i mercati e le crypto

Nella panoramica allegata su grafico 1H, abbiamo l’andamento della Top 20 dalla mezzanotte di ieri mattina 12 maggio fino ad oggi. Si può vedere il movimento negativo iniziato un po’ prima del rilascio dei dati americani, con i minimi toccati intorno alle 18:00 di ieri.

Andamento Crypto Top 20 - grafico 1H del 13 maggio 2026

La fase di recupero è poi iniziata in serata, dalle 22:00 circa, e si è consolidata nella notte. Zcash si conferma il top performer con un +4,29%, seguito da Binance Coin, mentre Canton risulta il peggiore a -6,12% preceduto da Hyperliquid.

Inflazione USA sopra le attese, indici contrastati

Il dato sull’inflazione americana di aprile è uscito sopra le attese. Il CPI è salito al 3,8% annuo (consensus 3,7%), il valore più alto da maggio 2023, mentre il core CPI ha accelerato al 2,8% contro il 2,7% atteso.

Futures S&P 500 - Nasdaq - Dow Jones
Futures S&P 500 – Nasdaq – Dow Jones

Il Nasdaq ha chiuso a -0,86%, l’S&P 500 a 0,16%, mentre il Dow Jones è stato l’unico a chiudere positivo a +0,11%. Il future del VIX si attesta a 20,20 punti, segnale che il mercato continua a segnalare tensioni. Pesante il selloff sui semiconduttori, con Qualcomm a -12% e Intel a -9%. I tagli Fed nel 2026 sono ormai fuori dal tavolo. Le borse europee hanno chiuso fiacche, con lo Stoxx 600 e il Dax in calo.

Petrolio, Iran e partenza di Trump per la Cina

Il petrolio resta sui recenti massimi dopo lo stallo nelle trattative USA-Iran. Il future WTI quota in area 100,9 dollari al barile, il Brent a 106,49 dollari. Lo stretto di Hormuz rimane bloccato e Trump ha definito la tregua “su life support” (attaccata al respiratore). Oggi il presidente americano è in viaggio verso Pechino per il bilaterale con Xi Jinping di giovedì e venerdì. Sul tavolo Iran, dazi commerciali, Taiwan e terre rare. La Cina arriva al tavolo da posizione di forza.

CLARITY Act: il voto chiave di domani

Il vero focus per le crypto è sul piano regolatorio con il CLARITY Act. Il Senate Banking Committee ha rilasciato il testo definitivo lunedì notte e il primo voto in commissione è fissato per giovedì 14 maggio alle 16:30 ora italiana. Il CLARITY ACT, punta a creare una cornice giuridica chiara per il mercato crypto USA, dividendo le competenze tra SEC e CFTC ed esentando strutturalmente Bitcoin ed Ethereum dalla classificazione di securities. Un’approvazione offrirebbe un quadro normativo certo per gli istituzionali, con miliardi di dollari di ETF inflow aggiuntivi attesi.

Cosa dicono gli indicatori su Bitcoin ed Ethereum

Analizziamo i grafici future di Bitcoin ed Ethereum, che offrono una migliore composizione nella costruzione delle candele rispetto allo spot, fornendo letture più affidabili sul reale flusso di mercato.

Future Perpetural BTC e ETH del 13 maggio 2026
Future Perpetual BTC e ETH del 13 maggio 2026

Il CVD Multi Exchange che aggrega il volume di Binance, Bybit, OKX e Bitget, ha mostrato su Ethereum prima una divergenza rialzista il 10 maggio, con il prezzo che è rimbalzato da 2.250 a 2.370 USDT, e poi una divergenza ribassista che ha portato al ritracciamento. Il Footprint Score resta positivo a 31,6 su ETH, segnalando che la pressione di acquisto reale sul book degli ordini è ancora dominante.

Su Bitcoin invece il CVD aggregato risulta debole, mentre il Footprint Score è positivo a 28,1 e indica comunque la presenza di compratori sul book degli ordini. Questa divergenza tra i due indicatori suggerisce una possibile fase di accumulazione istituzionale, con volumi che si muovono in modo meno visibile rispetto ai grandi exchange.

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