Ieri si è chiusa un’altra giornata contrastata per le crypto, con una generale debolezza che ha visto nuovamente Bitcoin ed Ethereum chiudere in negativo. BTC ha lasciato sul terreno lo 0,58%, mentre ETH ha registrato un calo dell’1,32%. Al contrario, gli indici azionari americani hanno chiuso nuovamente in rialzo, segnando record storici sia per quanto riguarda l’S&P 500 sia per il Nasdaq.
Restano invece più deboli gli indici europei, mentre il petrolio si conferma stabile poco sopra i 100 dollari al barile.
Record per Wall Street, crypto in rosso e occhi puntati sul CPI
Il future dell’S&P 500 ha registrato un nuovo record a 7.454,75 punti con un progresso dello 0,24%, mentre il Nasdaq 100 ha guadagnato il +0,31% a 29.480 punti trainato dai semiconduttori e dall’hardware tecnologico. Si registra anche un nuovo record per il Russell 2000.

La breadth resta però debole, con solo il 37,8% dei titoli in rialzo. Sul grafico daily del future S&P 500 l’indicatore Cumulative A-D Line del NYSE, che misura il saldo tra titoli in rialzo e in ribasso sull’intera borsa di New York, non conferma i nuovi massimi e si trova sotto le sue medie mobili, generando una divergenza ribassista, il prezzo sale, ma il numero di titoli che partecipano al rialzo cala. A confermare la tensione l’indice VIX, con il future salito del 9% a quota 21.
Divergenza su S&P 500 e focus sul CPI USA
Le borse europee hanno proseguito in territorio incerto, penalizzate dallo stallo nei negoziati USA-Iran dopo il rifiuto di Trump alla controproposta iraniana. L’indice FTSE MIB è stato l’eccezione positiva, chiudendo a +0,76% in area 49.665 punti.
Oggi alle 14:30 ora italiana l’attenzione si sposta sul CPI USA di aprile. Il consensus indica un’inflazione in netta accelerazione al 3,8% annuo, dal 3,3% di marzo. Il core CPI, ovvero il dato al netto di alimentari ed energia, è atteso invece al 2,7%. Si tratta del primo dato pieno che riflette il rialzo del petrolio legato al conflitto USA-Iran. Una sorpresa al rialzo cancellerebbe le ultime aspettative di taglio dei tassi da parte della Fed nel 2026.

Negli Stati Uniti cresce l’attenzione sul debito pubblico a breve scadenza, con una quota elevata di Treasury che dovrà essere rifinanziata entro i prossimi dodici mesi. Il problema principale riguarda i costi degli interessi in un contesto di tassi ancora alti.
Crypto in rosso, brilla solo SUI

Sul fronte cripto, oltre al calo di BTC ed ETH la pressione si è estesa a buona parte della Top 20. La dominance di Bitcoin resta al 60,20%, segnale che il capitale non sta ruotando in modo deciso verso le altcoin. L’unico exploit resta SUI, che nel weekend ha registrato un balzo che porta l’andamento di Maggio a +40%. Tra i performer di rilievo nelle ultime ore c’è anche Cronos.
Bitcoin ed Ethereum in calo ma trend di breve ancora intatto
Ieri Bitcoin ha chiuso in contrazione, muovendosi in un range minimo-massimo di circa il 2,40%. Attualmente quota 81.250 USDT e anche oggi è in calo, registrando nuovamente una contrazione all’interno del leg-up in atto ormai da inizio aprile. Il primo livello di supporto fondamentale passa in area 79.800 USDT, mentre il supporto più rilevante di breve lo abbiamo in area 78.850 USDT. Al momento nulla è cambiato rispetto all’uptrend, se non uno swing di contrazione.

Più difficile l’andamento di Ethereum, che continua a restare all’interno di un box range sotto la resistenza dei 2.380 USDT. Attualmente quota 2.314 USDT ed è oggi in calo dell’1,12%. ETH non riesce a registrare un nuovo massimo: l’ultimo resta quello segnato a 2.465 USDT a metà aprile. Diventa fondamentale un breakout della resistenza in area 2.380 USDT per riprendere il trend.
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