La giornata di ieri è stata nuovamente sulle montagne russe per i mercati azionari, innescata dal rilascio dei dati macroeconomici americani. I prezzi alla produzione USA di aprile sono balzati dell’1,4% mensile, il rialzo più ampio dal marzo 2022. Tuttavia gli indici azionari hanno digerito lo shock e recuperato a fine seduta, segnando nuovi massimi storici. Le crypto, invece, hanno preso la direzione opposta. Bitcoin ha lasciato sul terreno lo 0,46%, mentre Ethereum è arretrato dello 0,72%.
Record indici americani e calo crypto
Lo S&P 500 è salito dello 0,58% e il Nasdaq ha guadagnato l’1,2% ed entrambi hanno aggiornato il record assoluto. Il Dow Jones è invece rimasto indietro, perdendo lo 0,14%. A trainare i listini è stato il comparto chip, con Nvidia a +2% e Apple sopra quota 300 USD per la prima volta.

Oggi, dall’apertura dei futures il rialzo sta proseguendo. Il Nasdaq future segna un +29,30% dai minimi del 31 marzo, più contenuto S&P 500 con circa un +17%. Ieri il Senato USA ha inoltre confermato Kevin Warsh nuovo presidente della Fed, con uno strettissimo 54-45 di favorevoli. Il VIX continua a segnalare tensione e si attesta a 20,90 punti a fronte di record storici di S&P 500.Dopo i dati di ieri sul PPI, oggi alle 14:30 sono attesi Retail Sales e Jobless Claims.
Borse asiatiche e Trump in Cina
L’Asia viaggia in territorio positivo in attesa del summit tra Trump e Xi Jinping. Il future Nikkei sale dello 0,24%, quello dell’Hang Seng del +0,48%, mentre il Kospi sudcoreano avanza del +0,9%. Trump è atterrato a Pechino accompagnato da una lunga lista di CEO delle principali aziende americane. Sul tavolo dazi, chip AI e dossier Iran. Il petrolio Brent quota a 106 USDa al barile, sostenuto dalla fragile tregua con Teheran che vede ancora il blocco di Hormuz e stallo diplomatico.
Debolezza crypto

Da inizio maggio il comparto crypto mostra debolezza relativa rispetto all’azionario. Nel grafico allegato abbiamo l’andamento della Top 20, da inizio mese brilla ancora Zcash che guida con +48,57%, seguito da SUI a +33,01% e LINK a +11,31%. BTC si ferma a +3,82%, mentre ETH è scivolato a -0,37%, in territorio negativo proprio mentre il Nasdaq segna record. La divergenza tra azionario in price discovery e crypto in compressione resta il principale punto di attenzione.
Bitcoin al test del supporto
Bitcoin (BTC) quota 79.360 USDT e sul grafico daily possiamo vedere che ieri ha segnato tre giorni di contrazione, pur restando ancora all’interno della leg up partita da fine marzo. Il prezzo è arrivato a testare la prima area supportiva dei 78.800 USDT.

Il prezzo si trova ancora sopra la diagonal line evidenziata in blu, che sta caratterizzando il rialzo. Tuttavia la situazione per BTC inizia a inclinarsi, ed è ora fondamentale una reazione da questi livelli del prezzo. Una perdita di questa zona di supporto può spingere BTC fino ad area 76.000 USDT. Per riprendere una fase di rialzo, adesso BTC ha una resistenza di breve in area 80.850 USDT.
Lo scenario di Ethereum preoccupa
Prosegue lo scenario di maggior debolezza di Ethereum rispetto a BTC. Attualmente ETH quota 2.253 USDT e sul grafico daily riportiamo la panoramica dell’ultimo mese, quando aveva toccato il massimo relativo a 2.465 USDT.

Sul grafico è evidenziata anche la congestione che ha formato il prezzo nelle ultime settimane sotto l’area di resistenza dei 2.380 USDT, che sta continuando a respingere. ETH ha toccato più volte anche l’area supportiva dei 2.250 USDT, dove ormai sta lavorando da circa due giorni. Il prezzo si sta anche appoggiando sulla Sma 50. Una perdita di questo livello ha poi un’area di supporto a 2.200 USDT come supporto vettoriale. La proiezione ribassista del box di congestione passa in area 2.140 USDT.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

