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Legge crypto Clarity passa dalla Commissione: 15 a 9 e voto bipartisan. Miglior risultato possibile

Primo ok per il Clarity Act: due dem votano con i democratici. Ora palla al Senato.
Clarity act ok

Il Clarity Act è passato, indenne, per la prima ordalia. I membri della Commissione Banking del Senato degli Stati Uniti votano 15 a 9 in favore, spedendo il testo in Senato, con l’approvazione di pochi emendamenti tutti di firma repubblicana. Sconfitta per Elizabeth Warren, di gran lunga la più attiva tra i banchi dell’opposizione. Non si tratta ancora di un’approvazione definitiva: servirà il voto del Congresso per trasformarlo in legge.

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Il risultato è migliore delle aspettative: hanno votato a favore due democratici, nello specifico Gallego e Alsobrooks, che entrambi però hanno sottolineato la volontà di voler valutare di nuovo il testo quando arriverà in Senato. Un buon primo passo avanti per una legge forse necessaria per gli Stati Uniti, che sono ancora privi di una regolamentazione organica del settore, che invece in Europa esiste già, così come esiste in altre giurisdizioni.

15 a 9: risultato migliore delle aspettative

I due voti dem hanno reso l’approvazione bipartisan, consentendo al Clarity Act di portare a casa il miglior risultato possibile date le aspettative. Respinta la lunga sequela di emendamenti che sono stati presentati dalla Sen. Warren. Tutti gli emendamenti ammessi ma di firma democratica sono stati respinti.

Soddisfazione tra gli operatori del settore così come tra i politici repubblicani, che ritengono di aver portato a casa un buon risultato.

Bitcoin e crypto non hanno reagito granché alla notizia, ma arrivano da una sessione USA fortemente positiva che ha visto BTC riportarsi sopra quota 81.500$ trascinando con sé tutto il settore. Una ripresa dopo una giornata da incubo ieri a Wall Street anche per timori legati a eventuali ostacoli per la prima approvazione della legge.

Cosa succede adesso?

Adesso comincia la battaglia vera: il testo passerà in Senato, dove per evitare un ostruzionismo che sarebbe insuperabile, serviranno 60 voti sui 100 disponibili. Una volta approvata dal Senato, la legge finirà alla Camera dei Rappresentanti, dove dovrebbe bastare una maggioranza semplice.

Nel caso in cui intervengano modifiche nella lettura della Camera dei Rappresentanti i due testi dovranno essere armonizzati dal Conference Committee.

Rimangono dei punti di forte attrito: dagli affari del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel settore, passando per eventuali tutele per gli sviluppatori. Gli emendamenti richiesti dalle banche non sono stati esaminati e potrebbero riemergere durante la discussione senatoriale.

Tra i più scettici del passaggio entro le midterm c’è il CLO di GSR Joshua Reizman, che parla di possibilità inferiori al 50% di vedere la legge approvata entro fine anno.

Più ottimisti invece gli animi da Coinbase, dove il CLO Paul Grewal si dice praticamente certo della sua approvazione.

Quando arriverà in Senato?

Dipenderà dalla calendarizzazione del Senate Majority Leader, che su spinta della Casa Bianca dovrebbe offrire un inserimento in calendario nel più breve tempo possibile.

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