Ci sono momenti in cui i mercati salgono e tutti sorridono, e momenti in cui scendono e tutti tremano. Poi ci sono fasi come questa, in cui gli indici azionari segnano nuovi massimi, i rendimenti obbligazionari puntano al rialzo, l’inflazione non molla e sui mercati crypto si respira un’aria pesante, sospesa. È in queste fasi ambigue che il sentiment diventa uno strumento per leggere la realtà.
Sentiment crypto: bastano quattro indicatori gratuiti
Esistono metriche di sentiment basate sull’analisi dei tweet, sui volumi social, sulle ricerche Google Trends e sugli algoritmi proprietari di piattaforme come Santiment o LunarCrush. Strumenti utili, ma spesso a pagamento e di difficile interpretazione per chi non li usa quotidianamente. Per capire davvero cosa sta succedendo bastano quattro indicatori accessibili a tutti, anche gratuitamente. Andiamoli a vedere uno per uno.
Secondo il funding rate mancano ancora gli speculatori
Il primo è il funding rate sui perpetual futures, che misura cosa fanno i trader con leva. Quando è positivo i long pagano una commissione ogni otto ore per restare in posizione, quando è negativo sono gli short a pagare. In allegato riportiamo il funding aggregato su Bitcoin che è a -0,0012%, leggermente negativo, con uno spread tra exchange contenuto allo 0,0392%.

Più interessante è lo storico, che mostra come da inizio febbraio 2026 il funding è stato spesso negativo o neutro, con picchi rossi marcati tra aprile e maggio. Bitcoin ha recuperato anche oltre gli 80.000 USDT senza che i long si siano caricati di leva. È un mercato che sale piano, sostenuto dallo spot e non dalla speculazione. Storicamente un buon segnale, anche se manca l’entusiasmo che dà il boost per i rally rialzisti.
Exchange netflow: l’accumulo rallenta
Il secondo indicatore è il “Bitcoin: Exchange Netflow (Total) – All Exchanges” che misura quanti BTC entrano o escono dai wallet delle piattaforme, mostra outflow netti dominanti da gennaio ad aprile. I detentori hanno accumulato Bitcoin con decisione durante la fase di stress sotto i 70.000 USDT.

Da inizio maggio però qualcosa è cambiato. Le barre verdi si alternano a quelle rosse, con la media mobile risalita verso lo zero. L’accumulo “scontato” si è esaurito. Si registra una pausa nella fase di accumulo che ha sostenuto il mercato negli ultimi mesi.
ETF flow: gli istituzionali stanno uscendo
Un dato negativo arriva dagli ETF spot Bitcoin. Negli ultimi quindici giorni gli ETF spot BTC hanno registrato nove giornate di deflussi netti contro solo sei di afflussi. Il 13 maggio è stato il giorno peggiore, con 630 milioni di USDT usciti complessivamente dai fondi: IBIT di BlackRock ha perso 284 milioni, FBTC di Fidelity altri 133.

L’AUM complessivo resta comunque sopra i 104 miliardi di USDT, con 1.318.065 BTC ancora in custodia, ma la direzione dei flussi giornalieri è chiaramente distributiva da febbraio.
Fear & Greed mostra un retail che esce dalla paura
L’indicatore più classico è l’indice Fear & Greed che segna 43, in zona Fear ma in risalita da Extreme Fear toccato nei mesi scorsi. Storicamente i bottom di ciclo si formano sotto i 20 in modo sostenuto, i top sopra l’80. Ora siamo in una zona neutra, dove il mercato costruisce trend lenti o lateralizza. Il retail ha smesso di temere il peggio ma non crede ancora nel meglio.

La divergenza è il vero segnale
Mettendo insieme le quattro metriche emerge un quadro frammentato. Speculatori cauti, detentori in pausa, istituzionali in uscita, retail neutrale. Nessuna categoria è in posizione estrema, ma ognuna si muove in una direzione leggermente diversa. È un passaggio di mano tra detentori, non una fuga collettiva e nemmeno una vendita generalizzata. Qualcuno sta vendendo, qualcuno sta comprando, ma per ragioni opposte.
Il sentiment su Bitcoin, in questa fase, non manda segnali forti. Racconta una transizione silenziosa che rispecchia l’incertezza che si vede nell’andamento del prezzo di Bitcoin.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

