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JPMorgan: nonostante incertezza investitori molto attivi. La crisi potenziale in Iran non fa ancora paura

L'atteggiamento degli investitori è ancora molto bullish. Parla una grande banca d'affari.
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Anthony Gutman di Goldman Sachs è intervenuto da Bloomberg TV per raccontare cosa sta succedendo sui mercati, in particolare tra i clienti della grande banca d’affari. Clienti che, nonostante le preoccupazioni legate alla guerra, avrebbero un atteggiamento ancora molto bullish. Opinioni che, tra le altre cose, sarebbero condivise dalla stessa banca.

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Attività ancora al massimo, in pochi che detengono liquidità (in attesa dei grandi crash di cui ha parlato Warren Buffett?) e più in generale un atteggiamento positivo che, a poco dal termine del terzo mese di conflitto, forse in pochi si sarebbe aspettato.

I nostri clienti? Poca chiarezza, ma non si sono fermati

Anche se i nostri clienti non hanno chiarezza, credo che la cosa buona è che questo non abbia interrotto le attività di investimento.

Questo è il parere invece di Kunal Shah, collega di Anthony Gutman in quel di Londra, che descrive un sentiment di mercato che in realtà si può facilmente dedurre dall’andamento degli asset. Al netto della modesta correzione dell’ultima settimana, gli indici USA continuano a fissare record su record e non sembrerebbero aver risentito granché delle preoccupazioni legate alla guerra.

  • I mercati si sbagliano?

In realtà è una domanda che si stanno facendo in molti. I mercati non sembrano riflettere le preoccupazioni, in particolare quelle dei diretti interessati, che operano nel mercato fisico del greggio. Ieri è intervenuto anche Birol – dell’EIA – che ha confermato il rilascio di riserve per 2,5 milioni di barili – sottolineando però che, come è ovvio che sia, tali riserve non sono infinite.

Intanto dalla guerra qualche evoluzione

Nella tarda serata di ieri, Donald Trump ha detto di aver rimandato un attacco imminente all’Iran su consiglio di diversi paesi del Golfo. Ci sarebbero delle trattative che il presidente degli USA riterrebbero credibili e che avrebbero pertanto portato ad un rinvio di operazioni che sarebbero altrimenti ripartite a breve.

La situazione in Iran è tutto fuorché chiara: di passi in avanti se ne sono fatti pochi, di margini di trattativa non sembra, per ora, che ce ne siano, e le uniche notizie che arrivano sono quelle di fantomatiche assicurazioni in Bitcoin che però non hanno ancora trovato riscontro nella… realtà.

Questo dovrebbe dare un po’ la cifra del nulla che sta avvenendo da quelle parti: affinché se ne parli ci si deve letteralmente appigliare a notizie alla buona, arrangiate e recuperate sui social iraniani, e con il sito dell’iniziativa che non è più raggiungibile.

Sull’atteggiamento perennemente bullish dei mercati, i più cinici ricorderanno che anche prima della crisi dei mutui subprime i mercati continuavano a correre, anche di fronte a importanti segni di scricchiolio. Per ora però hanno vinto loro: sono mesi che sentiamo profezie di sventura senza che queste si siano materializzate. Neanche alla lontana.

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