È un periodo a dir poco eccezionale per Hyperliquid e per il suo token nativo HYPE. Grazie all’ultima corsa al rialzo sui mercati – arrivata in controtendenza rispetto all’andamento generale del comparto crypto – il progetto ha ufficialmente spodestato Ethereum dal secondo gradino del podio in una delle metriche più importanti nel settore dei derivati.
HYPE-USDC è ora il secondo mercato per open interest all’interno dei perps di Hyperliquid, appena dietro a BTC-USDC che ricopre ovviamente la prima posizione. Il contratto ETH-USDC è sceso invece al terzo posto, con gli operatori che hanno evidentemente preferito togliere capitali dalla regina per allocarli su quello che sembrerebbe essere il protagonista indiscusso di questo 2026
Hyperliquid supera Ethereum: record storico per il DEX crypto
L’open interest è una metrica chiave nel segmento dei futures crypto che misura la somma dei contratti aperti in un determinato momento. Serve a capire quanto denaro è impegnato su un certo asset, e viene spesso utilizzata come termometro speculativo per valutare il livello di partecipazione degli investitori.
Su praticamente qualsiasi piazza futures crypto troviamo sempre Bitcoin ed Ethereum rispettivamente al primo e secondo posto nella classifica dell’open interest. Questo perché, essendo gli asset più capitalizzati del mondo crypto – nonché quelli più conosciuti e apprezzati – è normale che siano anche quelli più negoziati sui vari mercati derivati.
Eppure su Hyperliquid sembra che questa legge non scritta del mercato sia stata infranta. Con l’ultimo rally di HYPE – che registra un +16% nelle ultime 24 ore – il medesimo contratto sulla piattaforma è volato a 1,3 miliardi di open interest, superando ETH che invece è scesa al terzo posto a 1,24 miliardi di open interest.

Molto interessante osservare anche come S&P500, il cui contratto perpetual dell’indice è arrivato solo a metà marzo, abbia conquistato in così poco tempo la quarta posizione, superando ZEC, SOL, XYZ100 e tutti i contratti sul petrolio.
Perché questo sorpasso è importante per Hyperliquid? E perché è una pessima notizia per Ethereum?
Come detto poc’anzi, storicamente Ethereum è sempre stata la seconda crypto dietro Bitcoin per tutte le metriche legate ai mercati derivati e, più in generale, all’attività speculativa degli investitori istituzionali e retail. Dopo Bitcoin, che è simbolicamente il re del mondo crypto, abbiamo sempre trovato la regina ad accompagnarlo, sia in bull che in bear market.
Perdere questa posizione, anche se solo sul mercato di Hyperliquid e contro il token nativo della stessa piattaforma, rappresenta una sconfitta non indifferente. Sconfitta che brucia ancora di più se pensiamo che il terreno di battaglia in questione è una delle piazze più calde del settore degli ultimi mesi, dove si registra un progressivo incremento delle attività TradFi, con l’open interest della sezione HIP-3 raddoppiato in 2 mesi.
Per HYPE invece questo è un risultato che, seppur non cambi nulla da un punto di vista pratico per la moneta, contribuisce ad accrescere la sua notorietà e legittimazione tra il pubblico. Pochissime monete sono di fatto riuscite a superare Ethereum, anche solo una metrica isolata come l’open interest relativo a una singola piazza di trading.
HYPE: liquidati una valanga di short – prezzi vicini ai massimi storici
Al di là del paragone con Ethereum, vale la pena focalizzarsi anche sull’entità del movimento che ha concesso ad Hyperliquid il sorpasso sulla regina. Secondo i dati di Kiyotaka, in meno di una settimana l’open interest di HYPE è balzato da 814 milioni fino agli attuali 1,3 miliardi, con il dato che continua a correre al momento della stesura dell’articolo.
Inoltre nelle ultime due sessioni giornaliere, compresa quella odierna, il rialzo della moneta ha innescato la liquidazione di oltre 46 milioni di dollari di posizioni short, con un movimento che ha alimentato lo stesso pump.
Diverse balene, come sottolineato anche dalla società di analisi on-chain Santiment, stavano vendendo allo scoperto HYPE tra il 18 e il 19 maggio in quanto credevano che la debolezza grafica di Bitcoin avrebbe influito negativamente anche sulle principali altcoin. Invece, con un rally clamoroso del +21% in due candele daily, molti shortisti sono stati spazzati via dal mercato, creando le condizioni perfette per uno squeeze dei prezzi.

Nel frattempo il funding rate aggregato su tutte le principali piazze di scambio ha mostrato una lieve contrazione, scendendo momentaneamente in territorio negativo, segnale che una parte della leva sta iniziando a spostarsi sul lato short. Ciò non vuol dire che la corsa sia finita, ma piuttosto che il mercato potrebbe essere entrato in una fase di pausa, in cui ci sarà da capire se la pressione dei venditori tornerà a prevalere sui compratori.
Hyperliquid produce quasi la metà di tutte le fees on-chain
Uno dei driver principali della corsa del token HYPE riguarda l’elevata redditività della piattaforma. In questo momento Hyperliquid produce oltre 2 milioni di dollari al giorno di commissioni, di cui una grossa fetta viene impiegata per il buyback e burn della propria moneta nativa.
Contestualizzando il dato con le altre blockchain del settore, notiamo come Hyperliquid sia arrivato a concentrare circa il 44% della quota di mercato totale delle commissioni. Ethereum invece al momento vale solo il 13%, mentre Solana scende al 10%, schiacciate da una piattaforma che in appena due anni è riuscita a conquistare una fetta enorme del settore.

Oltretutto per Hyperliquid questo non è neanche il momento più entusiasmante in termini relativi: a novembre 2025 aveva toccato il 55% di market share nelle commissioni blockchain, per poi perdere qualche punto durante il Q1.
Inoltre, la redditività della piattaforma rimane elevata anche considerando il calo generale dei volumi perpetual del comparto crypto, che da diversi mesi vedono una diminuzione dell’appetito per il rischio. Questo anche grazie a una maggiore diversificazione delle entrate, con l’espansione verso i mercati TradFi e nuovi flussi di ricavo legati anche all’accordo con Coinbase sui diritti di USDH.
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