Il 22 maggio di ogni anno gli appassionati di Bitcoin celebrano il Pizza Day. Un giorno che fa parte della storia condivisa della community di Bitcoin e che ricorda il giorno in cui Laszlo Hanyecz pagò due pizze in BTC. È quella che viene considerata la prima transazione commerciale pagata direttamente in BTC – motivo per ricordarla con un certo affetto.
Laszlo Hanyecz pagò la bellezza di 10.000 Bitcoin per due pizze. Oggi varrebbero 770 milioni di dollari, una cifra in grado di cambiare la vita a tutti. Meglio non pensarci: in tanti tra i primi utilizzatori di Bitcoin si sono visti passare dalle mani cifre che con il senno di poi sarebbero state enormi.
Le due pizze (di taglia XXL)
Se c’è qualcosa che Laszlo Hanyecz non recriminerà a se stesso è la dimensione delle pizze. Se ne fece consegnare due di grandi dimensioni e più che sufficienti per sfamare i suoi bambini. Il prezzo? 10.000 BTC, una somma enorme se convertita al valore attuale di Bitcoin sui mercati.
770 milioni di dollari che però – dovremmo chiudere qui la polemica che torna ogni anno – non ha senso valutare in questo modo. In tanti hanno (correttamente) speso Bitcoin nel corso degli anni, contribuendo al tentativo di trasformarlo davvero in una valuta di uso comune. Qualcosa che forse – e apriamo noi una nuova polemica – dovremmo imparare tutti a fare.
Oltre alla miriade di Bitcoin Pizza Day che si terranno in tutto il mondo (Italia compresa) sarebbe forse da organizzare degli Spend Bitcoin Day, abbandonando una volta per tutte la pigra convinzione che basti detenere Bitcoin per garantirne la diffusione e la sopravvivenza.
Un’idea, quella dello store of value che è certamente più facile da vendere (Bitcoin sale, diventi ricco) ma che non rende giustizia alla meravigliosa creazione di Satoshi Nakamoto.
Onore a Laszlo
Mentre tutti gli fanno i conti in tasca e mentre i soliti furbi con il senno di poi gli rinfacciano di aver speso una fortuna per due pizze, noi vogliamo invece rendere omaggio a Laszlo. Ha fatto quanto in pochi avrebbero fatto al tempo, trovando una controparte disposta ad accettare Bitcoin per delle pizze.
Bitcoin è la moneta di tutti. Non farla uscire mai dal portafoglio potrà certo portare i più pazienti a raccogliere i frutti, ma ne comprimerà anche la natura.
Dopotutto Satoshi Nakamoto, nel whitepaper, parlava di una valuta p2p e non di un gingillo simile all’oro digitale, da custodire con avarizia nell’attesa di diventare milionari. O nel caso di Laszlo Hanyecz, quasi miliardari.
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