I mercati sono soliti mandare messaggi molto precisi, anche agli uomini più potenti. Questo ultimo insieme include, senza dubbio alcuno, il presidente di Federal Reserve. Pochi minuti fa Kevin Warsh ha giurato ed è diventato ufficialmente il successore di Jerome Powell. Il benvenuto dei mercati non è stato dei migliori, con un attacco alla credibilità del suo programma importante già prima delle dichiarazioni di rito.
Non solo attacchi dai mercati, inoltre, ma anche da chi dovrebbe dargli una mano a implementare un programma di tassi bassi e di riduzione del balance sheet. Programma molto ambizioso, soprattutto considerando il fatto che era dal giuramento di Alan Greenspan nel 1987 che i tassi sui decennali non erano così alti durante le prime operazioni di rito del presidente di Fed.
Impossibile ridurre il balance sheet
Il balance sheet è il nome dell’enorme patrimonio che Federal Reserve ha costruito intervenendo con acquisti di titoli a mercato. Lo ha costruito per un motivo: alleggerire durante le varie crisi i mercati, permettendogli di funzionare senza perdere colpi.
Una manovra, quella dell’intervento a mercato, che è una relativa novità per le banche centrali: ha preso piede durante la crisi dei mutui subprime, quando abbassare i tassi sotto lo zero era per ovvi motivi quasi impossibile e quando i mercati avevano comunque bisogno di interventi sostanziali da parte del prestatore di ultima istanza.

Milton Friedman ci ricordava sempre che non vi è nulla di più permanente di un programma provvisorio delle autorità pubbliche e la sua profezia si è avverata anche questa volta. Gli interventi a mercato – in genere in forma di quantitative easing – sono diventati la norma.
Kevin Warsh, che ritiene che queste operazioni abbiano degli enormi effetti distorsivi (in particolare a favore di chi è più vicino al fiume di denaro che esce da Fed) vuole ridurre tale bilancio.
Programma ambizioso, soprattutto mentre i rendimenti dei bond sul secondario sono così elevati. Tant’è che oggi è già arrivata la prima doccia fredda, da parte di Waller – membro del FOMC e del board di Fed e ritenuto tra i più vicini alle istanze del clan di Trump.
Impossibile tornare al piccolo balance sheet del 2008.
Questione già chiusa? Sembrerebbe di sì.
Tassi: tagliare sarà molto complicato
Abbiamo già visto che i mercati stanno già pienamente prezzando almeno un rialzo dei tassi da qui a fine anno. Per quanto i mercati risk on – come quello azionario – stiano ignorando la cosa, almeno con i dati attuali sarà molto difficile tagliare. Forse non ci sarà alcun hike/rialzo dei tassi di riferimento, ma pensare di essere a fine anno sensibilmente più in basso è una fantasia che ormai alberga soltanto nella mente dei folli.
Difficili, anzi quasi impossibili le condizioni iniziali nelle quali dovrà muoversi Warsh. E sarà ancora più difficile coniugare le difficoltà oggettive – inflazione alta, poca necessità di stimoli – con le sirene che suoneranno potenti dalla Casa Bianca.
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