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Warren Buffett ha venduto il 100% di queste due azioni per 5 miliardi. La colpa è delle criptovalute?

Perché ora Berkshire Hathaway non ha più posizioni in Visa e Mastercard?
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Berkshire Hathaway, la società finanziaria fondata e guidata per decenni da Warren Buffett, ha compiuto di recente delle scelte piuttosto radicali. Tra queste lo scarico totale delle azioni Visa e Mastercard che il gruppo aveva accumulato negli anni. Decisione bizzarra, che per qualcuno potrebbe avere a che fare anche con il mondo crypto – e nello specifico quello delle stablecoin. Ma stanno davvero così le cose?

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Il ragionamento è semplice: le stablecoin sono sempre più utilizzate – anche negli Stati Uniti – e possono offrire pagamenti, ormai anche tramite carta o App, in un numero crescente di circostanze. Questo farebbe venir meno il fossato che Visa e Mastercard hanno costruito intorno al loro business, rendendo la crescita futura meno probabile e comunque meno importante di quella, in realtà incredibile, degli ultimi due decenni.

Una bella favola

Gli appassionati di criptovalute sono appassionati non solo di asset digitali, ma anche di voli pindarici. La cosa non sarebbe un problema, se fosse limitata solo al ristretto insieme dei crypto investitori. In realtà la lettura di Visa e Mastercard sul viale del tramonto a causa delle stablecoin è più comune di quel che si pensi.

L’abbiamo letta un po’ ovunque, anche su grandi riviste e siti di analisi finanziaria americani.

In realtà però si manca tutto il punto dell’esistenza di Visa e Mastercard. L’ultimo miglio, quello del pagamento dal negoziante, è in realtà soltanto un aspetto dell’intero circuito, che si occupa in realtà anche di riconciliazione, collegamento con i conti, distribuzione, POS e tanto altro.

Di più, anche le carte crypto si appoggiano a questi circuiti, che sono di fatto monopolisti dei pagamenti via carta e – ora – anche via App.

Una minaccia più concreta dall’euro digitale e dalle CBDC?

C’è una preoccupazione forse più fondata. L’Europa, entro i prossimi tre anni, si doterà dell’euro digitale, che dovrebbe sopperire ai bisogno di pagamento, quelli di entità ridotta, almeno in Europa. Altri paesi faranno lo stesso. In Cina esistono concorrenti di Visa e Mastercard e la terra da conquistare per i due gruppi sembrerebbe essere finita.

Anche se crediamo – francamente – poco alla possibilità dell’euro digitale di imporsi, forse è un ragionamento che qualcuno sta iniziando a fare.

In realtà la ragione è più semplice

Almeno secondo quanto riporta TheStreet però, la spiegazione è molto più semplice. Todd Combs, che era uno dei top manager di Berkshire Hathway, seguiva personalmente gli investimenti in Visa e Mastercard. È andato via (ora è JPMorgan) e dunque il nuovo CEO di Berkshire Hathaway, Greg Abel, avrebbe optato per la cessione dei circa 5 miliardi di dollari di esposizione che il gruppo ancora aveva verso Visa e Mastercard.

È un’ipotesi molto più sensata, anche tenendo conto di certe dinamiche che hanno sempre animato anche la gestione di Warren Buffett.

Chiudiamo ricordando che Visa e Mastercard sono le società finanziarie più attive nel mondo stablecoin. E se c’è qualcuno che non deve temere l’arrivo delle stable, forse è da ricercarsi proprio nei giganti dei pagamenti via carta.

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