C’è un think tank economico a Bruxelles che si è schierato a favore delle stablecoin. Ha preparato un paper, consegnato poi nelle mani dei diversi ministri delle finanze dell’Unione e anche di BCE. Il tema? Facilitare la creazione di stablecoin legate all’euro, anche da parte delle banche. Ovvero imporre requisiti di liquidità meno stringenti (riserve in stile USA, tutte in bond?) e anche accesso ai depositi presso BCE. La risposta però della banca centrale europea è stata secca.
La risposta è stata appunto un secco no, perché come tutte le altre banche centrali del pianeta, anche BCE vede nel banking tramite stablecoin dei rischi sistemici importanti. Parzialmente ha ragione, almeno per come è organizzato il sistema oggi.
Il perché del no di BCE
BCE non ne vuole sentir neanche parlare. Christine Lagarde, in ogni occasione pubblica, ripete che le stablecoin non sono un aiuto alla maggiore diffusione internazionale dell’euro, e che anzi sono potenzialmente un rischio sistemico.
La stessa risposta è stata fornita a Bruegel, che aveva chiesto tramite un elaborato paper condizioni meno stringenti per le stablecoin. Oggi le stablecoin devono conservare le riserve almeno al 60% in cash (e dunque senza produrre interessi per il gestore) e per il resto possono investire in prodotti cash like. Lo svantaggio rispetto agli USA è enorme: negli States infatti i gestori possono investire anche il 100% in prodotti che generano rendimenti (a patto che siano sicuri, come i bond con scadenza inferiore ai 90 giorni).
Bruegel però aveva proposto qualcosa che neanche negli USA nessuno si era mai sognato proporre: accesso, secondo quanto riporta Reuters, ai depositi presso BCE per i gestori. Il che vuol dire percepire interessi mentre i soldi sono parcheggiati nel posto più sicuro di tutti.
Si tratterebbe di un grande vantaggio per gli utenti, che potrebbero utilizzare così delle stablecoin davvero sicure.
Tuttavia c’è tutta una serie di problemi che non possono essere ignorati, e che BCE non ha alcuna intenzione di ignorare.
Il narrow banking
Ne avevamo già parlato sulle pagine di questo sito. Un sistema dove il cliente deposita e i denari vengono parcheggiati presso la banca centrale, e non si generano prestiti e niente altro, è da considerarsi di narrow banking. Un sistema che è letteralmente proibito in Europa come negli USA come altrove.
Questo perché le banche oggi sono anche catena di trasmissione delle politiche monetarie e anche creatrici di denaro tramite il credito.
Il caso più emblematico fu alla richiesta di licenza di The Narrow Bank negli USA. Gli fu risposto che no, non avrebbe mai avuto una licenza. In primo luogo per i motivi di cui sopra, in secondo luogo perché si tratterebbe di un conto troppo sicuro, che in caso di stress del sistema attirerebbe ancora più capitali, esacerbando la crisi.
Per una volta BCE – e ha una parte di ragione – non è sola nell’opporsi. Con buona pace di paper che, aprendo alle stablecoin in modo radicale, finirebbero per cambiare l’intero assetto monetario.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

