Il comparto crypto vive una fase di calo settimanale netto. Ethereum oggi scende di circa l’8,5%, mentre Bitcoin segna un -1,55% allo stato attuale, in un rimbalzo rispetto ai minimi della giornata. È il terzo giorno consecutivo di ribasso, in totale contrapposizione ai mercati azionari, che ieri hanno visto il Dow Jones segnare l’ennesimo nuovo massimo storico. Oggi, tuttavia, anche l’azionario risulta in calo.
Sell off crypto e occhio sull’azionario
I future di S&P 500, Nasdaq e Dow Jones si muovono oggi in contrazione, dopo la corsa ai record dei giorni scorsi. Resta però intatta la distanza strutturale rispetto alle crypto, che da due settimane sono nettamente più deboli rispetto agli indici azionari.

La giornata anche per le crypto sarà caratterizzata alle 14:30 italiane dai dati del PCE statunitense, l’indicatore d’inflazione osservato dalla Fed, il tutto accompagnato dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, con un accordo che tarda a venire.
Decorrelazione di Bitcoin con l’azionario
La differenza di forza tra crypto e azionari è ben evidenziata dai coefficienti di correlazione che confermano lo scollamento. Bitcoin presenta una correlazione negativa con i future S&P 500 e Nasdaq, rispettivamente a -0,35 e -0,33. L’inclinazione della curva è iniziata una dozzina di giorni fa ed ora è passata in negativo.

Queste situazioni non sono nuove né rare, ma fanno soprattutto male in uno scenario come quello attuale con gli indici azionari sui massimi.
Ethereum correlazione negativa più profonda
L’andamento di Ethereum mostra un distacco ancora più marcato, con valori a -0,63 e -0,62 rispetto a S&P 500 e Nasdaq. La curva, positiva fino a inizio mese, è scesa progressivamente sotto lo zero già da circa due settimane, anticipando quella di Bitcoin.

Chiariamo che una correlazione negativa indica soltanto che gli asset confrontati hanno smesso di muoversi insieme. Tuttavia qui lo scollamento coincide con una sottoperformance di ETH e BTC, segno che il mercato continua a trattarli come asset a rischio elevato.
Le crypto vengono raccontate come tecnologia, eppure non salgono con il Nasdaq. Le azioni tech corrono perché hanno utili reali, ieri Marvell ha riportato ricavi record e alzato la guidance sull’AI, Micron supera i mille miliardi di capitalizzazione. Bitcoin ed Ethereum non producono utili, non hanno trimestrali da battere, e nel risk-on restano esclusi dal premio della speculazione su crescita e utili futuri.
Uscite dagli ETF e liquidazioni record
Il motore della discesa è duplice e riguarda sia la leva sia i flussi istituzionali. Gli ETF spot Bitcoin USA hanno registrato deflussi complessivi per 733,4 milioni di dollari, nella seconda giornata peggiore di sempre per l’ETF di BlackRock, con una uscita per 527,8 milioni. Su Ethereum i deflussi sono stati più contenuti, a -67,2 milioni, mentre Hyperliquid resta l’unico asset in controtendenza con afflussi positivi.

Sul fronte derivati, i dati CoinGlass fotografano un washout, ovvero un’ondata di liquidazioni forzate che azzera le posizioni a leva. Nelle ultime ventiquattro ore le liquidazioni totali hanno raggiunto 935,49 milioni di dollari, con 166.390 trader coinvolti. La quasi totalità riguarda posizioni long, spazzate via per 873,46 milioni contro i 62,03 milioni degli short.

Segnaliamo che nelle ultime ore, però, la pressione si è ribaltata sugli short, segnale di un possibile tentativo di stabilizzazione dopo l’eccesso ribassista. Questo significa che i ribassisti entrati troppo tardi vengono ora penalizzati dal rimbalzo, una dinamica che spesso anticipa fasi di consolidamento del prezzo.
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